Fonte: Corriere.it 22.12.09

Yamaha, sesta notte sul tetto per gli operai

L'azienda: sì alla Cig per 66 lavoratori. Ma i dipendenti: «Scenderemo solo quando l'accordo sarà nero su bianco»

22 / 12 / 2009

Continua la protesta al gelo. Consiglio provinciale a Lesmo per solidarietà

MILANO - Dopo la dichiarazione dell'azienda, disponibile ad esaminare il ricorso alla cassa integrazione per tutti i 66 dipendenti dello stabilimento Yamaha Italia di Lesmo (Monza), i quattro operai che hanno già passato sei notti sul tetto della fabbrica non intendono scendere. Lo ha reso noto il segretario della Fim-Cisl Brianza, Gigi Redaelli, specificando che «il comunicato stampa non è sufficiente: attendiamo un confronto diretto con l'azienda». I quattro operai sul tetto si apprestano quindi a passare un'altra notte nelle tende d'alta montagna e nei sacchi a pelo, ribadendo che scenderanno solo quando l'accettazione della cassa integrazione sarà «nero su bianco». Durante la notte della grande nevicata gli operai hanno girato un video che documenta la loro situazione (guarda il video girato dagli operai).

La direzione della Yamaha ha comunicato lunedì al ministero del Lavoro la propria «disponibilità ad esaminare un ricorso alla cassa integrazione straordinaria per le 66 persone oggetto della procedura di mobilità, al fine di trovare una soluzione concordata di tale procedura, avviata a causa della chiusura del reparto produzione». Era stato il Ministero stesso a suggerire di percorrere questa strada promettendo il proprio sostegno e il proprio impegno per giungere a una definizione della vertenza. L'azienda auspica quindi che si possa giungere al più presto alla sigla di un accordo. Intanto, il Consiglio provinciale di Monza e Brianza ha annunciato che si riunirà a Lesmo per la votazione conclusiva del bilancio, mercoledì, in solidarietà con gli operai della fabbrica.

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