Decolonizzare l'agricoltura

26 / 8 / 2019

Pubblichiamo come contributo al focus-lab “Crisi climatica, neocolonialismi, migrazioni forzate” che si terrà durante il Venice Climate Camp al Lido di Venezia (6 settembre, ore 10:30) un articolo di Nnimmo Bassey comparso sul progetto editoriale Eco-Instigator (marzo 2019). Di interesse per il dibattito è l’accento posto sulle contraddizioni degli aiuti alimentari umanitari concessi dal “nord del mondo” ai Paesi africani. Traduzione per Globalproject.info di Ottavia Clemente.

Nel corso dei secoli, con lo svilupparsi dell’agricoltura, gli esseri umani hanno selezionato e fatto prosperare colture e animali salutari per il loro ambiente. Molti dei fattori che determinano cosa prediligiamo come cibo sono altamente sensoriali e includono la consistenza, il gusto, il colore e l’odore. Il sapore, per esempio, può portare l’essere umano a non mangiare cose che sa non essere buone per la sua salute. O al contrario, le persone possono tendere a un determinato prodotto alimentare a causa del potere di suggestione della pubblicità nei mass media.

Comunità e nazioni legiferano per regolamentare ciò che la gente mangia, come si produce e, a volte, ciò che invece è proibito. Uno dei motivi per cui viene prestata una certa attenzione in questo ambito è il collegamento stretto tra coltivazioni e salute ambientale, e tra cibo e salute umana.

Quando diciamo che siamo cosa mangiamo, non siamo lontani dal dire la verità. A parte il fatto che questa dichiarazione sottolinea l’impatto del cibo sulla nostra salute e sul nostro benessere, essa parla anche della nostra cultura, della nostra spiritualità e delle nostre relazioni socio-economiche. Il cibo gioca un ruolo chiave nelle nostre attività culturali. Senza cibo, le nostre celebrazioni e festività non sono complete. Risulta difficile trovare una qualsiasi religione che non abbia il cibo come aspetto chiave di alcuni rituali. L'agricoltura è centrale in qualsiasi economia.

Il cibo può essere uno strumento di controllo e potere. Così come cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi possono mettere in ginocchio intere comunità. Conflitti violenti e guerre possono portare i popoli alla fame ed esporli alla necessità di ricevere o acquistare aiuti alimentari. Proprio così: spesso gli aiuti alimentari vengono pagati e non sono definibili “umanitari”.

Una nazione che ha centrato il punto e insistito su quale tipo di aiuto alimentare fosse accettabile è lo Zambia. Hanno respinto i cereali geneticamente modificati che erano rivolti a loro come aiuto alimentare dal 2002. E sebbene ci fosse parecchia pressione politica nei loro confronti, non morirono di fame ma arrivarono ad un abbondante raccolto l’anno successivo. Nel caso della Nigeria, dopo la devastazione agricola del Nord Est, si ricevettero tonnellate di semi senza verificare se fossero geneticamente modificati o no. Ecco perché molti aiuti alimentari possono creare sospetto.

Cosa cercano i consumatori quando acquistano prodotti alimentari? Le ricerche hanno rivelato che i consumatori che prestano attenzione nel leggere le etichette sulle confezioni prediligono l’acquisto di alimenti senza pesticidi e che non siano geneticamente modificati. Generalmente, i consumatori preferiscono prodotti freschi, sani e naturali.

Sfortunatamente, molti dei nostri alimenti in Nigeria sono venduti in coppe e vaschette. Alimenti come fagioli, garri, mais, amala e simili spesso non sono né impacchettati né etichettati. Bisogna semplicemente fidarsi dei propri occhi per valutare se quello che si sta acquistando è salutare o meno.

In alcune zone si è risolto regolamentando i nostri confini contro l’entrata di cibi non autorizzati, come quelli geneticamente modificati.

I prodotti spesso vengono importati senza troppo controllo, dando per scontato che qualsiasi cosa venga presentata come cibo sia considerabile sana. È come se si accettasse che dato che una determinata merce alimentare è prodotta, per esempio, negli USA, allora è considerabile buona per il nostro consumo. Semplicemente, non sappiamo cosa mangiamo. In ogni caso dovremmo sapere che la nostra salute dipende da una certa consapevolezza e dalle nostre scelte.

Le autorità che legiferano e i sostenitori di colture geneticamente modificate accusano gli altri di essere commercianti timorosi o anti scienza. Questa potrebbe essere rigettata come una falsa accusa, ma quando creano tali argomenti così spesso, il timore è che possano essere convinti di sé stessi.

Inoltre, sono convinti di gestire il miglior sistema biologico in Africa e che altre nazioni come il Burkina Faso, che ha rifiutato la coltivazione di piante di cotone geneticamente modificate, non possono essere comparate alle presunte strutture di qualità di cui la Nigeria si fa vanto. Questa arrogante presa di posizione è estremamente pericolosa.

Il cibo non riguarda solo la scienza. Anche se si è voluto ridurre a ciò, qualsiasi scienza che non sta nell’interesse della società va trattata con estrema cautela.

I veleni sono prodotti da scienziati. Le sigarette sono progettate e promosse da scienziati. Bombe atomiche, armi biologiche e diverse armi di distruzione di massa sono tutte create da scienziati. C’è chi può affermare che queste creazioni non possono essere contestate o limitate?

Quando gli scienziati producono fagioli geneticamente modificati (Vigna unguiculata o più comunemente fagiolo con l’occhio), tengono in considerazione il fatto che gli insetticidi potrebbero uccidere gli organismi non-bersaglio e che anche i parassiti-bersaglio potrebbero sviluppare resistenza?

Quando le colture sono geneticamente modificate con erbicidi resistenti, tengono in considerazione il fatto di uccidere altre piante e non solo le erbacce infestate?

E che dire dei microrganismi del suolo che uccidono, interrompendo il ciclo della vita negli ecosistemi?

La Nigeria è diventata rapidamente il banco di prova per nuove e rischiose tecnologie, esponendo cittadini ad alti livelli di pericolo.

A proposito dei fagioli geneticamente modificati, di recente approvazione, abbiamo notato che questa varietà di fagioli con il transgene Cry1Ab non è stata autorizzata in altre parti nel mondo.

L’Istituto Internazione di Agricoltura Tropicale (IITA) potrebbe aver concluso la prova sul campo per una tipologia di cassava (o manioca, pianta con radici tuberizzate del Sudamerica) che non è mai stata piantata in nessun’altra parte del mondo. Questa manioca fu progettata per produrre della fecola che durasse più a lungo del normale, prima di degradarsi. Proprio oggi c’è una nuova modalità per una nuova tipologia di manioca progettata per produrre più fecola del normale.

Tutti questi “test” geneticamente modificati, vengono preparati all’estero e portati in Nigeria, eppure ci vantiamo di essere ben attrezzati e innovativi nel settore. Anche la vigna unguiculata è un prodotto originato dalla Monsanto dato agli africani per scopi umanitari.

Scopi umanitari, quindi! Compagni, se qualcuno vi dice che i produttori di colture e cibi geneticamente modificati sono sicurissimi delle loro produzioni, chiedetegli perché allora lottano contro nazioni che hanno strette clausole di responsabilità nelle leggi sulla biosicurezza. 

L’Uganda ha appena inserito una clausola del genere nelle sue leggi sui prodotti geneticamente modificati, garantendo che i produttori di OGM saranno ritenuti responsabili per qualsiasi danno che potrebbe svilupparsi nella coltivazione o nel consumo dei loro prodotti in qualsiasi momento, anche se gli effetti dovessero comparire molti anni dopo.

Dal momento dell’entrata in vigore di questa legge, gli scienziati hanno definito il Presidente Museveni e il Parlamento ugandese come anti scienza. In altre parole, i grandi scienziati del geneticamente modificato non dovrebbero provocare dubbi e se e quando i danni si manifestassero, i produttori non dovrebbero risultare responsabili.

Questa posizione antepone il principio di precauzione. Questo principio è la base dei regolamenti sulla biosicurezza. Significa semplicemente che dove c'è dubbio dovremmo essere prudenti.

La velocità con cui la Nigeria sta permettendo gli OGM è altamente sospetta e non offre alcuna certezza sul fatto che il governo sia preoccupato per la sicurezza alimentare e la conservazione  della nostra biodiversità.

Noi nigeriani dobbiamo essere consapevoli di ciò che acquistiamo, coltiviamo o mangiamo. Possiamo scommettere che nessuno mangerà consapevolmente un insetticida. Ma è quello che facciamo se mangiamo qualsiasi coltura geneticamente modificata a essere insetticida.

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