Nonostante tutti i tagli, il deficit dei conti pubblici sloveni non è diminuito

Slovenia, ad una donna la guida del Governo

Alenka Bratusek, esperta di finanze e dirigente del partito Slovenia Positiva (Ps, centrosinistra), ha ottenuto l'incarico di formare un nuovo governo.

28 / 2 / 2013

Alenka Bratusek, esperta di finanze e dirigente del partito Slovenia Positiva (Ps, centrosinistra), ha ottenuto l'incarico di formare un nuovo governo dal parlamento sloveno, che con la stessa votazione ha sfiduciato il governo conservatore del premier Janez Jansa. Su 90 deputati, Bratusek ha avuto 55 voti favorevoli e 33 contrari.
Per Bratusek hanno votato i quattro partiti di centro sinistra, che dovrebbero far parte della nuova coalizione di governo: Slovenia Positiva del sindaco di Lubiana Zoran Jaknovic, i Democratici sociali (Sd, sinistra) in passato guidati dal presidente della Repubblica, Borut Pahor, e due partiti minori di centro che facevano parte dell'ultimo governo.

La Slovenia è in crisi da oltre un anno, è attanagliata da una corruzione strisciante e soffre il boom dei crediti in sofferenza nei bilanci delle banche, che ormai hanno toccato la cifra monstre del 20% del pil. Il governo di Lubiana ha già lanciato un piano d’emergenza da 4 miliardi di euro per ricapitalizzare l’intero sistema bancario domestico. Quest’anno il pil dovrebbe scendere del 2% (complessivamente ammonta a 35 miliardi), il debito pubblico dovrebbe salire al 59% (nel 2008 era al 16%), mentre la disoccupazione è su livelli che non si vedevano da 14 anni a oltre il 12%. La Slovenia era ormai da mesi  che scendeva in piazza contro un governo  considerato corrotto, autocratico e eccessivamente asservito alle politiche di austerità volute dall’Europa.

«Nonostante tutti i tagli, il deficit dei conti pubblici sloveni non è diminuito, anzi è di tre volte superiore a quello pianificato per gennaio», ha detto la premier nel suo discorso, lasciando intravvedere altri pesanti interventi economici, poi la Bratusek ha promesso di presentare entro due settimane un governo misto di tecnici esperti e di politici. «Stiamo parlando di un governo a tempo che al Paese porterebbe un po' di pace e ottimismo dopo i molti conflitti sociali degli ultimi mesi».

Un compito arduo, dunque, quello di Alenka Bratušek, anche per una donna tosta e stacanovista, così come viene definita da chi la conosce e racconta il suo apporto nell’amministrazione del governo di centro-sinistra che guidò il paese fino al 2011. E la Bratušek ha messo nel suo discorso in parlamento subito le carte in tavola: stop alle privatizzazioni selvagge, correzioni di bilancio a favore delle classi più minacciate, ripristino del ministero della cultura, accorpato da Janša in un superministero che è particolarmente odiato da scrittori, artisti operatori culturali e mondo scolastico, recupero della procura di stato da parte del ministero della giustizia, dopo che era stata consegnata al ministero dell’interno. E soprattutto una revisione dei recenti insediamenti di quadri del partito di potere, l’ SDS, alla testa di aziende pubbliche e organismi parastatali.

Per il momento le manifestazioni e le piazze si sono placate, in attesa dei suoi provvedimenti.

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