Street poster art

I segni di CHEAP Festival

Da LET agli OrticaNoodles, passando per i 230 lavori affissi in centro storico, ecco come si è conclusa la seconda edizione di Cheap. Il festival di street poster art che ha colorato Bologna.

14 / 5 / 2014

Street artriflessione ecologicariqualificazione urbana,rapporto centro e periferia, cambiamenti del tessuto sociale e urbano. Questi gli spunti che hanno attraversato la seconda edizione di Cheap, il festival internazionale di street poster art che dal 1 al 10 maggio ha colorato i muri di Bologna.

Cinque opere realizzate da cinque street artist su progetti site specific su quattro quartieri. 230 poster 70X100 provenientida tutto il mondo sul tema del GREEN affissi sulle bacheche dismesse dal Comune di Bologna nel centro cittadino. Questi i principali interventi artistici che si potranno ammirare fino a che il tempo, le condizioni atmosferiche e la natura mobile del tessuto urbano lo permetteranno.

L'edizione si è chiusa non a caso con un ciclo tour che ha accompagnato il pubblico attraverso le opere realizzate e ha portato centinaia di persone a confrontarsi con il tema del diritto alla città in senso fisico, creando una connessione tra l'arte, la città, i quartieri e gli abitanti.

Vi abbiamo già raccontato qui i primi tre interventi, continuiamo il nostro tour virtuale mostrandovi gli ultimi lavori.

LET, Les Enfants Terribles

L.E.T. , franco-tedesco di base a Düsseldorf, è acronimo di “Les Enfants Terribles” dal romanzo del 1929 di Jean Vigo e rappresenta l'“etichetta” con cui l'artista ama definire gli attori di una nuova forma di arte contemporanea. L.E.T. è tra i più longevi street artist tedeschi: ha infatti iniziato a realizzare graffiti alla fine degli anni Ottanta, specializzandosi poi, a partire dal 1992, in stencil e paste up. Per CHEAP ha realizzato le sue prime opera in Italia sul muro esterno del TPO in via Casarini 17/5. Due grandi stencil che rispecchiamo perfettamente il suo stile ispirato esplicitamente da una certa parte di street art di matrice anglosassone, caratterizzata daironica arguzia e intelligente provocazione. L’autore ha scelto consapevolmente di creare relazioni attraverso i rimandi, ponendosi in una posizione dialogica con altri street artist. Tale sistema di citazioni viene spesso portato avanti ricomponendo elementi attraverso veri e propri détournements di significato, che riassemblano ma, soprattutto, arricchiscono fino a cambiarli gli elementi iniziali, confluendo in nuove composizioni ironiche spesso dominate da un certo gusto per l’assurdo, funzionali a veicolare aspre critiche socio-politiche. In queste due opere si possono ammirare i tratti distintivi del suo stile con la bomboletta e la carta: morbidezza quasi sfumata del tratto, un impianto figurativo specifico e il frequente ricorso a figure in bianco e nero, su cui vengono stratificati nuovi significati attraverso il sapiente uso di tocchi di colore.

ORTICANOODLES

Per la seconda edizione di Cheap festival, gli Orticanoodles propongono un progetto pensato attorno alla figura del poetaRoberto Roversi, nato e vissuto a Bologna, scomparso nel 2012. Rappresentato in maniera poliedrica, il ritratto del poeta si scompone arrivando poi a riassemblarsi in diversi ulteriori ritratti, che alludono all’eccellenza raggiunta in tutti gli ambiti a cui si è dedicato. Anche la cromìa vuole focalizzare l’attenzione sui diversi aspetti della personalità di Roversi, creando una sorta di “occhio di bue” su bocca, mente e sguardo, esaltandone così le peculiarità.
Oltre ad essere stato un valente scrittore, poeta e giornalista, in gioventù Roversi combattè la Resistenza in Piemonte; l’opera che gli Orticanoodles hanno realizzato al Pilastro sulla sua figura è realizzata con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani - Comitato Provinciale di Bologna. 104 metri di pellicole, 30 persone per la parte di back office, 91metri quadri di parete, 70 ore di taglio, 30 ore di ideazione e elaborazione concetto, 40 ore di cantiere, per giorni, con 12persone, 22 litri di tempera: questi i numeri del progetto site specific, realizzato insieme ai ragazzi del LABA – Accademia di Belle Arti di Brescia.

CHEAP OPEN CALL

Gli ultimi giorni del festival sono stati dedicati alle affissioni negli spazi urbani delle opere selezionate tra tutte quelle pervenute attraverso la Open Call lanciata a gennaio dal sito di Cheap. Quest’ultima è stata concepita fin dalla prima edizione come un momento di partecipazione e riflessione allargata,pensato per gli street artist, ma aperto anche ad autori che abitualmente utilizzano altri linguaggi.

La stessa street poster art accoglie in sé, infatti, una pluralità di tecniche realizzative che contribuiscono a rendere questo particolare versante del più ampio ambito della street art così vitale e in costante evoluzione. I partecipanti alla Open Call hanno infatti potuto inviare progetti realizzati per mezzo dell’illustrazione, della grafica vettoriale o della fotografia, mentre il formato è stato fissato a 70x100 cm. Al centro di questa riflessione collettiva quest'anno spiccava il tema del “green”, inteso come stili di vita urbani sostenibili, impegno sul riciclo e coinvolgimento sull’utilizzo di energie rinnovabili con scarso impatto inquinante, tema unico dato ai partecipanti.

230 sono stati i lavori affissi che sono arrivati da molti paesi europei ed extraeuropei: Francia, Regno Unito, Spagna, Albania, Danimarca, Bulgaria, Polonia, Repubblica di Abca- sia, Russia, Iran, Moldavia, Argentina, Slovacchia, Filippine, Canada. Una vera e propria riflessione collettiva e internazionale attorno al tema del Green.

I progetti sono stati installati nelle bacheche affissive in disuso di proprietà del Comune di Bologna e collocate in centro storico, all’interno delle mura cittadine. Più nello specifico, le aree interessate sono state via Zamboni, via Irnerio, via San Giacomo, via Begatto, Via Sant'Appollonia, Strada Maggiore, via dell’Abbadia, via del Pratello, via Graziani, via San Vitale, viale Masini.

CHEAP for TREEDOM

Il tema del Green e delle emissioni ha toccato anche l'organizzazione del festival che ha deciso di far partire una campagna di riforestazione attraverso la piattaforma TREEDOM, per compensare le emissioni di CO2.Gli alberi di limoni, arance e mandarini scelti da CHEAP verranno piantati in Senegal all'interno di un progetto di cooperazione realizzato da Cospe che vede protagoniste una comunità di donne agricoltrici e apicoltrici. 

www.cheapfestival.it

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ORTICANOODLES - Pilastro

ORTICANOODLES - Pilastro 2

OPEN CALL - bacheche centro città

OPEN CALL - bacheche centro città 2

Ciclotour CHEAP on WHEELS