La fotografia come mezzo per inchiestare la società

Parma, Ordinary People

Presentazione dell'ultimo workshop di fotografia sociale di Giulio di Meo in collaborazione con l'associazione Le Giraffe.

13 / 11 / 2011

Venerdi 18 novembre

H 19 Presentazione ultimo workshop di fotografia sociale Ordinary People di Giulio Di Meo, in collaborazione con Le Giraffe 

H 21Cena sociale per "Dandara" in collaborazione con BioOsteria.

In omaggio un fotoposter del Movimento dei Sem Terra realizzato da Giulio di Meo per sostenere la campagna di solidarietà per l'occupazione Dandara, per aiutare questo movimento che si batte per una società più giusta, senza sfratti e senza violenza.

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AVENIDA DANDARA

La lotta per la terra non è un fatto nuovo nella storia del Brasile. Iniziò più di 500 anni fa con l’arrivo dei coloni portoghesi e continua fino ad oggi, coinvolgendo la popolazione più svantaggiata: dagli indigeni agli schiavi africani, dai lavoratori rurali senza terra agli abitanti delle favelas. Moltissime sono le persone che combattono nei modi più disparati per il loro diritto alla casa e alla terra. L’occupazione di territori abbandonati o comunque non utilizzati è uno tra questi.

Dandara è un'occupazione urbana che si trova nella periferia di Belo Horizonte, capitale dello stato federale brasiliano del Minas Gerais. Il 9 aprile del 2009 150 famiglie senzatetto hanno occupato quest’area periferica, abbandonata da più di 30 anni, con l’aiuto organizzativo e il supporto del Fórum de Moradia do Barreiro, delle Brigate Popolari e del Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST). Un forum, un’organizzazione e un movimento che lottano per la popolazione più povera, organizzando mobilitazioni popolari e facendo pressione sui governi affinché sia riconosciuto ai più svantaggiati il diritto alla casa e alla terra. Giorno dopo giorno sempre più famiglie si sono unite a questo primo nucleo, fino ad arrivare a ben 1000 famiglie, solamente dopo una settimana di occupazione. Oggi vivono in comunità circa 900 famiglie, alcune delle quali sono composte da dieci o quindici persone, tra adulti, ragazzi e bambini e dunque si stima la presenza di oltre 4000 persone. Tutte persone che, prima di stabilirsi nella comunità Dandara, non avevano una casa e vivevano in condizioni precarie.

Dandara rappresenta un primo tentativo di unire la lotta per la Riforma Agraria con quella per la Riforma Urbana in modo da risolvere contemporaneamente due problemi: quello della mancanza di abitazioni e quello legato all’auto-sostentamento. Si vuole difatti creare un sistema “rururbano” che integri le abitazioni urbane all’impianto produttivo agricolo. L’idea è di dividere la terra in lotti, una parte dei quali da destinare alla produzione agricola collettiva che permetterebbe alla comunità di auto-sostenersi e di complementare la bassa rendita, creando al contempo una fonte di alimentazione salutare.

L’area occupata è di circa 40 mila metri quadrati ed era abbandonata da più di 30 anni. La Costituzione della Repubblica Federativa del Brasile riconosce il diritto fondamentale della proprietà e afferma che essa deve garantire la sua funzione sociale. L’art. 182 definisce che una proprietà urbana adempie alla sua funzione sociale quando è utilizzata pienamente dal punto di vista economico, ossia quando il suolo è edificato, quando non è sottoutilizzato o comunque non utilizzato, anche se edificato. Nel caso in cui questi criteri non siano soddisfatti, è possibile che tale proprietà venga espropriata con un adeguato indennizzo.

Nonostante l’area di Dandara non soddisfi tale funzione sociale, la magistratura ha dato avviso di sfratto nei confronti degli occupanti, a favore della Construtora Modelo, lasocietà che detiene il titolo di proprietà dell'immobile. Già alla fine del primo giorno di occupazione, la polizia cercò di sfrattare le numerose famiglie senza ingiunzione di recupero e per di più durante la notte, azione vietata dalla legge. Quella notte è ricordata dalle persone della comunità in maniera drammatica, come ore di terrore, durante le quali gli uomini della polizia fecero esplodere bombe, lanciarono gas al pepe e distrussero decine di baracche con elicotteri a bassa quota al fine di far desistere e cacciare gli occupanti.

L’occupazione di Dandara è stata organizzata perché era evidente la necessità di trovare un’alternativa per gli esclusi dalle città, che si trovano ad affrontare quotidianamente innumerevoli ostacoli per sopravvivere in questo mare di disuguaglianze. Dove la proprietà ha più valore di quanto ne possa avere l’essere umano non potrebbero essere diverso: solo a Belo Horizonte ci sono circa 80.000 edifici non utilizzati e abbandonati e 55.000 famiglie senza alcun riparo. Un conto facile da risolvere e dunque un problema perfettamente superabile se non fossero coinvolti gli interessi delle potenti élite.

Dandara è una delle occupazioni più famose in Brasile a causa delle difficoltà che hanno dovuto affrontare i suoi abitanti. Il nome della comunità è stato dato in onore della compagna di Zumbi dos Palmares, Dandara per l’appunto. Quest’ultima era una guerriera nera, molto coraggiosa, che ha combattuto, insieme al marito, per liberare gli schiavi neri dalla dura vita che conducevano attraverso la lotta organizzata contro il sistema coloniale. Per queste motivazioni è considerata un simbolo di resistenza, libertà e uguaglianza.

Questa comunità è riuscita a resistere fino ad oggi grazie al coraggio e alla forza dimostrate dai suoi occupanti, ma anche perché possiede una vasta rete di solidarietà, soprattutto da parte della chiesa e degli studenti. Nonostante ciò, solamente dopo due anni di occupazione e resistenza, Dandara è sotto minaccia poiché il 5 ottobre del 2011 il giudice che segue la causa ha emesso una decisione che ne determinerà lo sfratto. Il comune di Belo Horizonte, il governo di Minas Gerais e la magistratura ritengono che tale espropriazione sia una soluzione e che in questo modo si risolva un problema. Eppure, tutti possono capire che tale “soluzione” porterà solo ad ulteriori difficoltà, generando un aumento del conflitto sociale: ci saranno 900 famiglie senza casa, senza alcun supporto, né una sistemazione alternativa. L’occupazione Dandara rappresenta una soluzione per migliaia di persone che vivevano in aree a rischio, in mezzo alla strada e in uno stato di profonda vulnerabilità. Nonostante queste famiglie si siano organizzate semplicemente per rivendicare i propri diritti, sono trattate come un problema da coloro che traggono profitto dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie. Davanti a questa drammatica situazione è necessario trovare alternative che possono evitare lo sfratto e favorire una soluzione dignitosa per tutti. Per questo è necessario sostenere la campagna di solidarietà per l'occupazione Dandara, per aiutare questo movimento che si batte per una società più giusta, senza sfratti e senza violenza.

Guarda il reportage fotografico realizzato da Giulio Di Meo a Dandara.

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Prenotazione obligatoria entro mercoledi 16 novembre

spam_parma@yahoo.it  3408339451

Casa Cantoniera Autogestita @ Via Mantova, 24-Parma

in collaborazione con

associazionedocumentazionesoci-ale L e G i r a f f e

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Avenida Dandara di Giulio Di Meo part 2