Riuscita giornata di lotta contro grandi opere e precarietà

A Venezia un messaggio per Renzi: "smantellare il sistema Mo.S.E." - Smontati gli uffici del Magistrato alle Acque - A Bologna contestato evento della "Garanzia giovani"

La mobilitazione in Laguna conquista una delegazione che consegna le richieste dei movimenti al Governo.

8 / 7 / 2014

È sbarcato per la prima volta in Laguna, dopo l'esplosione dello scandalo che ha rivelato la vastità del fenomeno di corruzione legato al progetto Mo.S.E., il premier Renzi per partecipare al Digital Venice 2014, primo appuntamento della Presidenza italiana dell'Unione Europea, dedicato alle nuove tecnologie in rete.

Ad accoglierlo è stata la mobilitazione di chi in questi anni ha lottato contro il sistema politico-affaristico che ha imposto a Venezia un'opera costosissima, inutile e devastante per l'ecosistema lagunare, l'iniziativa di chi oggi si mobilita contro le grandi navi.

Tante persone, cittadini veneziani, attivisti dei centri sociali, occupanti di case si sono ritrovati in presidio all'Arsenale, dando vita ad un corteo non autorizzato che ha superato lo schieramento di polizia per raggiungere l'ingresso dell'area dove si trovava Renzi e ottenendo che una delegazione fosse ricevuta dallo staff della Presidenza del Consiglio dei ministri per consegnare la piattaforma di rivendicazioni dei movimenti: superamento del mostro giuridico rappresentato dalla "concessione unica" per le opere di salvaguardia, scioglimento del Consorzio Venezia Nuova, il pool di imprese private motore della corruzione, immediata sospensione dei cantieri del Mo.S.E. alle bocche di porto, indipendente e rigorosa verifica tecnico-scientifica delle opere già realizzate e del progetto da realizzare. 

Una mobilitazione per affermare che quanto avvenuto a Venezia, e tardivamente portato alla luce dalle inchieste della Magistratura, non è solo un problema di responsabilità penali individuali, le cosiddette "mele marce", ma è il risultato strutturale di un sistema finalizzato all'imposizione delle "grandi opere" sulla testa delle comunità locali.

Ed è questo sistema che deve essere smantellato. Per questa ragione, dopo l'incontro tra la delegazione dei comitati e lo staff di Palazzo Chigi, la mobilitazione è proseguita al ponte di Rialto con l'occupazione della sede del Magistrato alle Acque, il braccio operativo in Laguna del Ministero per le Infrastrutture, l'organismo che doveva dirigere e controllare le attività del Consorzio Venezia Nuova, ma che è in realtà risultato "a libro paga" della lobby di imprese coinvolte nel sistema Mo.S.E.. Ne sono stati smontati e impacchettati gli uffici, per comunicare che è ormai arrivato il momento dello "sfratto esecutivo" per uno dei covi della corruzione. E per ribadire la richiesta che poteri, competenze e risorse per la salvaguardia, finora gestiti dal Magistrato, siano trasferiti alla città di Venezia.

Sempre in mattinata, a Bologna, è stato invece bloccato l'evento tenutosi in Sala Borsa dal titolo "La garanzia giovani parte. Con le imprese", con un intervento di studenti e precari che rifiutano il modello di sviluppo insito nei programmi di Renzi e Poletti, che aumenta precarietà e disoccupazione.

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