Checco è libero. Smontato il teorema accusatorio del PM, di Renzi e di Alfano.

7 / 11 / 2016

Checco è libero! Dopo due giorni può finalmente tornare a casa senza alcuna misura cautelare.

Questa mattina si è svolta l'udienza di convalida per Francesco, arrestato sabato 5 novembre nel corso delle violente cariche di piazza san Marco a Firenze, nei confronti dei manifestanti scesi in piazza per contestare la "Leopolda del SI". Il giudice ha emesso un'ordinanza nella quale ha rigettato le richieste del PM, che chiedeva per Francesco la carcerazione preventiva sulla base delle testimonianze dei poliziotti e delle immagini in possesso degli inquirenti. Nell'ordinanza si afferma che al momento non esistono elementi che giustificherebbero l'impiego di misure cautelari per l'imputato ed è stata rinviata qualsiasi decisione in merito alla prima udienza del processo ordinario, fissata per febbraio del 2017.

Cade così l'impianto politico-giudiziario alla base del processo, con un'ipotesi accusatoria che traspariva dalle parole del sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella, che liquidava una manifestazione di migliaia di persone come un'occasione per "persone incappucciate di usare violenza contro la città e che volevano solo sfasciare Firenze”. Stesse parole riportate poi da Alfano e Renzi; quest'ultimo soprattutto ha dimostrato per l'ennesima volta il suo vero volto, dando di fatto alle forze dell'ordine libero mandato di reprimere il dissenso. Risaputo ormai come il ricorso a cariche, lacrimogeni e arresti sia un'arma utilizzata dal nostro premier ogniqualvolta si esprima contrarietà all'operato del Governo.

Un grande NO sociale al referendum costituzionale si è levato per le strade di Firenze, e da lì continua il percorso che ci condurrà alla grande manifestazione del 27 novembre, con Checco insieme a noi!

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