Incidenti all'inceneritore di Padova: non è successo niente!

17 / 4 / 2012

Il Comune non è competente, l' Arpav ha pochi mezzi, ApsAcegas ha tutto sotto controllo!

Lunedì 16 aprile si è riunito l' Osservatorio sull'inceneritore del Quartiere 3 Est per discutere dei recenti tre incidenti, a breve distanza di giorni, all'inceneritore di Padova: un incendio, 2 emissioni di nubi una bianca e una nera nel cielo del quartiere.

Incidenti che hanno preoccupato non poco gli abitanti di Padova, non solo del quartiere stesso.

L'incontro, per la determinazioni dei cittadini e dei comitati, è stato aperto a tutti e ha visto la presenza dei tecnici dell' ARPAV, dell'assessore all'ambiente del comune di Padova Alessandro Zan ed ovviamente dei tecnici di ApsAcegas che hanno risposto, con crescente imbarazzo, alle domande dei membri della commissione e dei cittadini, tra i quali erano presenti anche medici, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, consiglieri provinciali.

Le risposte ricevute non state a nostro parere né esaustive né rassicuranti dato quello che è emerso:

- I tre incidenti sono stati concatenati tra loro e il primo ha poi causato gli altri due essendo sfuggito ai tecnici di APS, che pure hanno sottoposto l'impianto a revisione e a riparazione, che erano avvenuti dei danni maggiori di quelli ipotizzati.

- ARPAV (da tempo in sottorganico) non riesce ad intervenire in modo così tempestivo come si vorrebbe anche perchè viene informata in seconda battuta dai vigili del fuoco (e non direttamente da APS) ed è quindi arrivata per i controlli quando l'acuzie degl incidenti era ormai finita.

- In un caso le apparecchiature di controllo delle emissioni di APS sono state spente perchè non si danneggiassero per l'elevata emissione di vapore.

In sintesi i dati (pur trattandosi di emissioni poco o nulla rilevanti) sono incompleti e nel caso del terzo incidente non ci sono stati controlli da parte di ARPAV, dato che i vigili del fuoco non hanno ritenuto necessario il controllo stesso.

Un altro dato poi è chiaramente emerso, cioè la differente valutazione che l'assessorato all'ambiente e la direzione di APS danno sull'impatto della raccolta differenziata spinta che partita in una sola zona, verrà gradualmente estesa a tutta la città. I rappresentanti di APS hanno chiaramente detto che la chiusura di almeno una linea dell'inceneritore, che è una delle motivazioni forti per i cittadini per impegnarsi nella raccolta porta a porta, non è presa in considerazione dato che verranno ora bruciati i rifiuti di tutta la provincia, come previsto nel piano provinciale. Da APS è stato anche ricordato con molta arroganza che “in città ci sono impianti e quartieri molto più inquinanti e inquinati dell'inceneritore”, come se i cittadini non lo sapessero!

È evidente da tutto questo che l'inceneritore va sorvegliato da parte della autorità competenti in modo più stringente e puntuale: è un impianto industriale pericoloso che ha dimostrato di essere fragile ed esposto ad incidenti, incidenti che dovrebbero essere segnalati (tutti e comunque, grandi e piccoli, risolti dai tecnici APS stessi o con l'intervento dai vigili del fuoco) direttamente anche ad ARPAV, che andrà messa in grado di operare al meglio e tempestivamente.

È anche evidente che l'azione politica dell'assessorato all'ambiente del Comune di Padova nei confronti di APS deve farsi più attiva e capillare. Dato che il Comune siede in consiglio di amministrazione di APS, il minimo è imporre che il piano industriale preveda, quando la raccolta differenziata spinta sarà a regime in città e provincia, la chiusura delle 2 linee più vecchie dell'inceneritore.

Da ultimo pensiamo che sfilate di moda e visite di scolaresche (come è avvenuto di recente) non siano opportune in un impianto industriale che è comunque un' impresa considerata a rischio ed insalubre. E' già intollerabile che sia stato aperto da poco un asilo nido e scuola materna a poche centinaia di metri dall'inceneritore!

Comitato Lasciateci Respirare Padova

EcoMagazine


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