«Noi non ci stiamo più!». In piazza a Padova dopo l’episodio di violenza omofoba

La manifestazione, indetta da Marlon e Mattias, si terrà mercoledì 23 settembre in Piazza delle Erbe alle 18

21 / 9 / 2020

La notte tra venerdì e sabato scorsi, per le vie del centro di Padova si è consumato un episodio di omofobia ai danni di Marlon e Mattias che stavano passeggiando vicino a Piazza delle Erbe. Un episodio che si inserisce nel clima di odio e violenza reazionaria che sta pervadendo l’intera società I ragazzi hanno deciso di denunciare l’accaduto, che è circolato molto nel mainstream, ma anche di andare oltre la semplice testimonianza e di invitare a una manifestazione contro la violenza omolesbobitransfobia, che si terrà mercoledì 23 settembre, in Piazza delle Erbe a Padova. Per aderire all’appello scrivere ai due ragazzi e seguire le indicazioni nell’evento facebook.

È uscita sui giornali la notizia dell'aggressione omofoba di venerdì sera in piazza a Padova. La voglia di non tacere e denunciare i fatti ci ha portato a diffondere un video con la nostra testimonianza, ma di queste cose è molto difficile parlare, immaginiamo che se questo è successo a noi può capitare a chiunque, come è capitato in passato ad altr* di subire aggressioni omofobe e sessiste mentre si passeggia per le strade.
Crediamo sia giusto denunciare pubblicamente questi atti (anche quando essi sono solo verbali, ma non meno gravi per questo), ma crediamo non basti fermarsi alla denuncia.
Proprio perché abbiamo sempre creduto di non poter essere passive comparse nella vita della città, ma attivi protagonisti nel cambiamento che vogliamo, non solo per noi stessi, ma per tutt* quell* che vengono discriminat* e oppress* da quello che riconosciamo come un sistema machista, tossico ed eteronormato.
Vogliamo vivere le nostre vite libere dalla paura, ma siamo consapevoli di poterlo fare solo attraverso la costruzione di una cultura diversa, che porti nelle nostre città iniziative e progetti che includano e valorizzino quelle differenze meravigliose che ci rendono ciò che siamo.
Oggi ci troviamo ad affrontare un problema che per anni abbiamo nascosto come polvere sotto il tappeto, riteniamo che questi episodi siano la manifestazione di un sistema che educa ed abitua all'intolleranza e all'odio nei confronti delle persone LGBTQIA+.
Un sistema che diffonde e legittima posizioni per cui le persone definite “diverse” sono una minaccia per la società, con i loro comportamenti e per la loro stessa identità.
Un sistema per cui degli individui che hanno una relazione non-etero vengono raccontati come un pericolo per la collettività.
Un sistema che aumenta la tensione sociale descrivendo chiunque come un nemico da punire ed allontanare.
Questo sistema è un tumore sociale nutrito da chi, ogni giorno, si schiera contro la visibilità e i diritti delle persone non eterosessuali: partiti come la Lega e Fratelli d'Italia che fanno di tutto per affossare Leggi contro l’omofobia, oggi più che necessarie.
Organizzazioni come Forza Nuova, CasaPound, e tutti i soggetti e gli individui che raccontano la sessualità non etero usando termini odiosi e forzature come “Lobby gay”, come “gender”, come “perversione”, “malattia mentale”, “nemici della famiglia tradizionale”.
L’omofobia è una manovra politica sul sangue di persone oppresse.
Quando una società crea un “immaginario” per il quale delle persone che costruiscono la propria felicità e le proprie relazioni “fuori dalle consuetudini” vengono proposte come “pericolose”, si sta assistendo ad una “cancellazione sociale”, ad un allontanamento e ad una più o meno indiretta istigazione a vero e proprio odio.
Per questo vogliamo invitarvi a costruire con noi un presidio attivo per mercoledì 23 settembre alle ore 18.00 in Piazza delle Erbe, non solo per rispondere ad un fatto che riteniamo grave ed odioso, ma soprattutto per togliere sempre più spazio all'omolesbobitransfobia attraverso l'azione diretta, la necessità di schierarsi e far schierare tutt* quell* che hanno a cuore la vivibilità delle nostre città e le iniziative includenti di tutte le soggettività che subiscono oppressione e discriminazione, siano essi soggetti migranti, donne, lavoratori e lavoratrici sfruttat* o componenti della comunità LGBTQIA+.
NON CI STIAMO PIÙ, È IL MOMENTO DI AGIRE!

Invitiamo chi volesse a sottoscrivere l'appello a contattarci tramite social e ad essere presente mercoledì in piazza.
Inoltre chiediamo a tutt* di indossare la mascherina e rispettare le regole di distanziamento fisico, così da prenderci cura insieme della nostra collettività.

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