Sessanta profughi giunti stamattina al Porto

Si prepara un nuovo respingimento di massa da Venezia?

Ci sono anche venti bambini sotto gli otto anni

21 / 6 / 2009

AGGIORNAMENTO ORE 20:42

In questo momento gli attivisti di associazioni, del padiglione kurdo "k" della Biennale, dei centri sociali hanno ottenuto che una delegazione, composta dall'assessore Luana Zanella, da un traduttore kurdo e da un avvocato, possa incontrare i profughi che attualmente sono all'interno del padiglione 106 della stazione marittima del porto turistico. La polizia ha dichiarato che non riesce a respingere questo gruppo di persone perchè i traghetti per la Grecia sono disponibili solo da domani alle 17.00, cioè molto dopo le 24 ore entro le quali questa operazione potrebbe essere condotta. Si prospetta, sempre secondo la polizia, un decreto di espulsione per tutti a piede libero, con 48 ore di tempo per lasciare il territorio italiano.

Lo scarno comunicato dell'ufficio stampa del Comune, segue la prassi di rito: la "messa in sicurezza" operata dalla Polizia di frontiera, equivale al trattenimento delle persone, già pesantemente minacciate, a quello che sappiamo, e informate che per loro "non c'è alcuna possibilità di rimanere". Sul posto, un campo volante davanti alla Stazione Marittima, non ci sono nè mediatori culturali nè avvocati o traduttori. Questa gente non è stata finora minimamente informata sui diritti che ha, come quello di poter chiedere asilo, e anzi tutto sta volgendo alla solita maniera. impacchettarli e rispedirli in Grecia, un paese che pur essendo nell'Unione Europea, non ha nulla da invidiare alla Libia in quanto a violazioni dei diritti umani. Dalla Grecia la deportazione in Turchia, altro noto luogo di rispetto sopratutto dei diritti dei cittadini kurdi.

COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI VENEZIA

Erano le ore 9 circa di questa mattina quando gli uomini della Polizia di Frontiera in servizio al Porto di Venezia, guidati dal dirigente, Antonio Campanale, hanno scoperto a bordo di un traghetto greco proveniente da Igoumenitsa sessanta cittadini di probabile etnia curdo/irachena; di questi circa una ventina sono bambini al di sotto degli otto anni d'età. I profughi sono stati messi in sicurezza dai poliziotti che hanno iniziato le pratiche di identificazione e fornito la prima assistenza alle persone, tutte fortunatamente in buone condizioni di salute. Al momento sono circa una quindicina gli agenti al lavoro, coordinati da un dirigente.La Protezione civile del Comune di Venezia, allertata dalla Prefettura, è giunta sul posto nel primissimo pomeriggio con una decina di operatori e un funzionario e sta continuando l'opera di assistenza attraverso la distribuzione di generi di conforto e di coperte.

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