Studenti ancora in piazza. A Venezia cariche contro il corteo diretto al Palazzo comunale

11 / 11 / 2016

Centinaia di studenti si sono ripresi le piazze e le strade di Venezia e di altre città per reclamare quello che anno dopo anno viene negato, quello che viene stravolto da ogni sopruso, il sogno in nome del quale si costruisce ogni lotta: un futuro degno. Futuro degno che si concretizza in una scuola diversa, attiva, che punta a formare senso critico e interesse negli studenti. Futuro degno che si concretizza in una città diversa, solidale e viva, basata su politiche sociali volte a migliorare realmente la vita dei cittadini e a tutelare i più deboli.

Oggi gli studenti sono scesi in piazza contro chi impedisce loro di un sogno, contro chi ogni giorno si pone tra questa generazione e la costruzione di una società migliore. Oggi abbiamo visto in atto anche la repressione del dissenso degli studenti di fronte alle politiche di Brugnaro e Renzi, repressione che si è manifestata con un cordone delle forze dell'ordine che, dopo l'espressione del corteo di voler arrivare di fronte al municipio, lo ha fermato con spinte e manganellate. 

Rispetto a tutto questo spiccano due principali responsabili.

Il primo è il presidente del consiglio Matteo Renzi che, imponendosi anti-democraticamente con un governo non eletto, da tre anni a questa parte specula sulla vita dei cittadini e sulla scuola pubblica. Da più di un anno si stanno concretizzando i vari nodi posti dalla riforma della Buona Scuola, che impone un malsano cambiamento della vita degli studenti, impostando il percorso scolastico sempre più verso il lavoro, che in questo momento porta inevitabilmente verso un futuro instabile e precario, escludendo così le tappe fondamentali della crescita cognitiva e la formazione di un senso critico. Per questo oggi è stato contestato il Mac Donald, multinazionale che, dopo gli accordi con il Ministero dell’Istruzione, costringerà migliaia di studenti a lavorare gratis nelle sue filiali italiane: durante il corteo è stata sanzionata la sede veneziana con cartelloni, colla e uova di vernice rossa.

Il secondo nodo cruciale imposto dalla “Buona Scuola”, concretizza ulteriormente la trasformazione della scuola pubblica in un’azienda, con l’accentramento dei poteri nelle mani della preside attraverso la possibilità di assumere direttamente i professori e il finto impianto democratico del Comitato di Valutazione, che in realtà riserva al dirigente l’opportunità di premiare i professori a lui più fedeli. Non meno importane è l’ opposizione degli alla riforma costituzionale del governo Renzi che porterà ad un accentramento dei poteri e ad uno svuotamento della potere decisionale nei territori.

La seconda figura che è stata contestata è il sindaco Brugnaro, aspirante padrone di una città chiusa e militarizzata, “primo renziano di Venezia” per sua stessa definizione, promotore di politiche sterili e dannose volte solamente al cavalcare l’onda dell’indignazione popolare sul degrado, ponendo come unica soluzione la rimozione degli spazi accusati di essere causa del degrado e la ghettizzazione delle classi meno abbienti. Tutto ciò si affianca ai tagli al sociale ed alla chiusura dei pochi spazi giovanili di aggregazione e socialità rimasti. Per questo in centinaia hanno urlato che Brugnaro non è il sindaco dei giovani, non è il sindaco di chi vuole una città viva e solidale; «NON E’ IL NOSTRO SINDACO». Questo è solo il primo passo di una mobilitazione costante contro la figura e le politiche di Brugnaro fino a quando Venezia non tornerà ad essere una città che tutela e migliora la vita dei cittadini, in particolare dei giovani. Il Coordinamento Studenti Medi sta partecipando alla costruzione di una giornata che ha come obiettivo quello di vivere in maniera diversa le strade di Mestre e Venezia. Giornata che si andrà a concretizzare sabato 19 con concerti, incontri sportivi e writing al parco Bissuola; giornata durante la quale i cittadini vivranno attivamente uno dei tanti spazi demonizzati dalla giunta.

Diverse le iniziative degli studenti anche in altre città. A Milano il corteo, diretto alla sede di Assolombarda per contestare l’alternanza scuola-lavoro, è stato bloccato dallle forze dell’ordine. La polizia ha caricato gli studenti, dopo che questi erano riusciti a forzare le transenne messe a difesa di Assolombarda (video Milano in Movimento)

Il corteo ha proseguito il percorso, passando sotto il Consolato Turco esprimendo solidarietà nei confronti di HDP, il partito di sinistra libertaria e filo-curda pesantemente represso nel quadro della guerra di Erdogan contro la minoranza curda.

Anche a Napoli gli studenti hanno simbolicamente sanzionato il Mc Dondald di Piazza Municipio e poi c'è stata un'azione di speakeraggio che ha spiegato alla città lo scempio dell'alternanza. Sono state rilanciate le manifestazioni del 18 novembre nel capoluogo campano e del 27 novembre a Roma.

Iniziative davanti ai Mc Donald’s anche a Trento e Padova. A Benevento sanzionata la sede provinciale del Pd, con fumogeni ed un NO gigante per ribadire "che il 27 saremo tutti e tutte a Roma per cacciare Renzi e il PD


«In una società che ci vuole addormentati e che fa di tutto per non farci sognare una società diversa, noi giovani e studenti ci riprendiamo il futuro a partire dalle piazze e dalle strade della nostra città. Il dissenso della nostra generazione deve essere espresso anche nella piazza romana del 27 novembre, dove continueremo a gridare insieme il nostro NO a quello che ogni giorno ci viene imposto e spacciato come necessario e migliore».

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