Stati Uniti - Protesta contro le proposte di legge Sopa e Pipa - Wikipedia in sciopero

18 / 1 / 2012

Continua negli Stati Uniti la protesta contro l'approvazione dei due progetti Sopa (Stop Online Piracy Act) in discussione alla Camera e Pipa (Protect Intellectula Property Act) in discussione al senato che dietro la battaglia contro la pirateria comportano la trasformazione dei gestori dei siti in controllori del copyright, dei veri e proprio poliziotti. A favore delle norme l'industria cinematografica, musicale, magnati come Murdoch contrari grandi colossi del web come Wikipedia, Google, Facebook, Twitter ed in generale il mondo della rete. Lo scontro viene definito dai commentatori Hollywood contro Silicon Valley.

In questo contesto oggi Wikipedia, dopo una consultazione si presenta per gli utenti "in sciopero" e sul portale appare un comunicato che spiega i motivi della protesta.

Di seguito il comunicato in Wikipedia e un articolo di Federico Rampini, apparso nel quotidiano La Repubblica che approfondisce la posta in gioco.

* PROTESTA CONTRO LE PROPOSTE DI LEGGE SOPA E PIPA

COMUNICATO DI WIKIPEDIA

A seguito delle discussioni svoltesi nei giorni scorsi, esprimiamo solidarietà nei confronti della protesta in atto sulla versione inglese di Wikipedia contro le proposte di leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act.

Condividiamo con i nostri colleghi di lingua inglese le preoccupazioni sul pericolo che l'approvazione di tali leggi da parte del Congresso degli Stati Uniti potrebbe comportare per la libertà del Web in generale, e per Wikipedia in particolare, e desideriamo unire la nostra voce al coro di chi chiede che il Web stesso possa rimanere libero da censure e limitazioni, e non essere influenzato da leggi, decise da pochi, che cerchino di arginare questa libertà.

In quanto utenti di un Progetto basato sulla Licenza CC BY-SA e, nel nostro piccolo, autori anche noi, siamo particolarmente sensibili ai temi del rispetto del diritto d'autore e della proprietà intellettuale, e riconosciamo che i titolari dei diritti sulle opere d'ingegno abbiano ragione nel chiedere che tali diritti vengano rispettati: Wikipedia non approva la pirateria informatica, né la giustifica in alcun modo sulle pagine dell'enciclopedia. Gran parte del lavoro degli utenti di Wikipedia consiste in effetti nell'identificare e rimuovere, con la massima prontezza e velocità, le violazioni di copyright altrui che vengano inserite nelle voci.

Tuttavia, chiediamo a nostra volta che la lotta alla pirateria venga condotta con strumenti equi e responsabili, che non impediscano il lavoro o la semplice esistenza di quelle realtà che, sul web, operano per produrre opere culturali che siano accessibili e condivisibili da tutti e verso tutti. Riteniamo, condividendo in questo le opinioni della Wikimedia Foundation, di Creative Commons, della Electronic Frontier Foundation e di molte altre associazioni del web libero e OpenSource, che le leggi SOPA e PIPA proposte negli Stati Uniti impongano limitazioni inaccettabili alla libertà di Internet, limitazioni che, nate con l'obiettivo di combattere la pirateria, di fatto renderebbero impossibili il nostro lavoro: la costruzione di un'enciclopedia a contenuto libero, che sia fonte di ricchezza culturale per chiunque.

Wikipedia si basa sul principio della neutralità: non è schierata politicamente e non ritiene di poter o dover interferire con le decisioni dei Governi democraticamente eletti dei vari Stati. Tuttavia, rivendica il proprio diritto ad autodifendersi, qualora si veda minacciata da leggi o provvedimenti che possano ledere i principi su cui è costituita o che possano metterne in dubbio la stessa esistenza.

Per questo motivo, come esplicitato dal riassunto conclusivo delle discussioni sulla Wikipedia in lingua inglese, e dal comunicato ufficiale di Wikimedia Foundation, abbiamo deciso di condividere la protesta della Wikipedia in inglese con il banner visibile in cima alle pagine dell'enciclopedia. Riteniamo che questo sia il modo migliore sia per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai colleghi di lingua inglese, sia per manifestare a nostra volta il nostro dissenso e per far giungere la nostra voce, per quanto possibile, ai membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato statunitensi chiamati ad esprimersi su queste leggi.

WIKIPEDIA CONTRO HOLLYWOOD

Articolo di Federico Rampini apparso in La Repubblica 18 gennaio 2012

New York. Non prendetevela col vostro computer o col telefonino, se stamani al vostro risveglio i gadget digitali "non collaborano" più. Certi siti e applicazioni che diamo per scontati sono in sciopero, un evento senza precedenti nella loro storia. Almeno alcuni di loro, oggi osservano un black out di 24 ore.
Il più importante di gran lunga è Wikipedia. Che non vi venga l´improvviso bisogno di consultare l´enciclopedia più letta del mondo per ritrovare una data, una statistica, una biografia. Non prendetevela, anzi. Questo è uno sciopero nobile: con ogni probabilità Wikipedia sta difendendo la nostra libertà.

Il blackout è la protesta contro un progetto di legge controverso e pericoloso, in discussione al Congresso degli Stati Uniti per volere della lobby delle tv e del cinema: è una normativa che con la scusa di combattere la pirateria trasformerebbe i gestori di qualunque sito in "poliziotti del copyright". Sue Gardner, la giovane canadese che dalla sede di San Francisco dirige la Wikimedia Foundation, ha messo sul sito l´annuncio da qualche giorno: «È la prima volta che Wikipedia organizza una protesta di questa natura, ed è una decisione che non abbiamo preso alla leggera». 
Questa enciclopedia digitale e gratuita, che per affidabilità e autorevolezza ormai ha superato la leggendaria Britannica, ha preso la decisione nel modo che più le si addice: con una consultazione democratica tra quelli che la scrivono e l´aggiornano quotidianamente. «In 72 ore - prosegue la Gardner - più di 1.800 wikipediani si sono uniti a noi per discutere le modalità di azione che la comunità vuole prendere contro questi disegni di legge. È la più ampia discussione mai avvenuta su Wikipedia, e questo dimostra il livello di preoccupazione raggiunto». Non si tratta di «abbandonare la neutralità e prendere una posizione politica», spiega la Gardner, ma di difendere la sopravvivenza di un´informazione libera e gratuita come quella costruita dai volontari di Wikipedia. «I nostri articoli sono neutrali, la nostra esistenza no. Dipendiamo da un´infrastruttura legale che rende possibile la nostra attività».

Ora questa infrastruttura potrebbe essere sconvolta, se passassero i due progetti chiamati in codice Sopa e Pipa. Il primo sta per Stop Online Piracy Act ed è in discussione alla Camera, il secondo è quasi un gemello, si chiama Pipa che sta per Protect Intellectual Property Act e sta procedendo per il suo iter al Senato di Washington. La controversia politica su queste due proposte è in un certo senso una guerra santa tra "le due Californie". Da una parte Hollywood, dall´altra la Silicon Valley. Los Angeles contro San Francisco, due poli opposti, mai tanto distanti e incompatibili. Anche se, naturalmente, la posta in gioco è così elevata che gli schieramenti sono ben più ampi. Sulla linea "proibizionista", cioè con Hollywood e contro Wikipedia, si è schierato anche Rupert Murdoch, in quanto proprietario della tv e major cinematografica Fox. 
I politici non stanno a guardare, e il più potente di tutti ha già scelto da che parte stare: Barack Obama ha dato il via libera ai suoi esperti di Internet, scesi in campo per bloccare i progetti Sopa e Pipa.
Questa legislazione nasce con l´intento di prevenire la pirateria su Internet, non solo negli Stati Uniti ma su qualsiasi sito del mondo. Per raggiungere lo scopo, la legge in discussione al Congresso darebbe poteri senza precedenti al governo degli Stati Uniti, per chiudere interi siti qualora vi appaiano contenuti che violano le norme sul pagamento dei diritti. Si capisce perché Hollywood e Murdoch siano mobilitati in appoggio: siamo in una fase in cui la conversione digitale del mondo televiso e cinematografico sta accelerando, i network e le major mettono i loro contenuti a disposizione online, ma vogliono avere la garanzia di poter incassare il pagamento degli utenti. Il problema è che i due progetti di legge metterebbero sulle spalle dei siti Internet delle responsabilità immani, un compito "poliziesco".
 Significherebbe la morte per un´enciclopedia come Wikipedia, se dovesse cominciare a controllare ogni frase scritta da un collaboratore, onde evitare che sia un contenuto protetto da copyright. Altri gruppi della Silicon Valley la pensano come i fondatori-animatori di Wikipedia: anche Google e Twitter sono contrari alle proposte di legge. Google adotterà forme di manifestazione "soft": niente blackout, ma oggi comparirà sul suo sito (sulla homepage americana) una presa di posizione.
Obama non ha esitato a schierarsi con la Silicon Valley e contro Hollywood anche se per lui è stata una scelta delicata: ambedue figurano fra i finanziatori più generosi della sua campagna elettorale. 
Sul sito della Casa Bianca appare una dura presa di posizione: «L´Amministrazione non appoggia una legislazione che ridurrebbe la libertà di espressione, peggiorerebbe i rischi per la nostra sicurezza, mettendo a repentaglio la natura dinamica, innovativa e globale di Internet». Questa mobilitazione ha già prodotto dei risultati: alla Camera l´iter legislativo del disegno Sopa è stato rallentato, e potrebbe finire silenziosamente su un binario morto. Ma la battaglia è solo rinviata, basta leggere i propositi bellicosi che Murdoch ha affidato a Twitter: «Obama ha ceduto ai suoi finanziatori della Silicon Valley che minacciano tutti i creativi con il furto e la pirateria». NZ_NZ_180112_E_50.html&sr=sr1366x768:cd24:lgit-IT:jen:cky:tz1:ctna:hpna

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