Messico, ni vivos, ni muertos: interviste a Federico Mastrogiovanni

Il giornalista Federico Mastrogiovanni propone due approfondimenti su argomenti attuali.

22 / 12 / 2014

Federico Mastrogiovanni, il giornalista autore del libro e del documentario "Ni vivos, ni muertos", che tratta il tema delle sparizioni forzate in Messico attraverso ricerche ed interviste ai familiari delle vittime, ad attivisti e funzionari pubblici, ha attraversato nei giorni scorsi i centro sociali del nordest (Mestre, Treviso, Vicenza, Padova e Trento) per presentare il suo lavoro, realizzato insieme a Luis Ramírez Guzmán, a quasi 3 mesi dalla scomparsa dei 43 studenti della Escuela Normal Riural di Ayotzinapa, in Guerrero e a pochi giorni dal ritrovamento dei resti di uno dei giovani.

In questa prima intervista, Federico traccia un quadro dell'attuale situazione politica e sociale del Messico, dove, dal 2006 ad oggi, sono scomparse più di 30000 persone, le cosiddette desapariciones forzadas, non certo fatti casuali, ma una vera e propria strategia del terrore perpetrata da polizia ed esercito in connivenza con i vari livelli di governo. Le sparizioni avvengono spesso in zone in cui sono presenti le maggiori risorse energetiche del paese.

Nella seconda intervista Federico parla di migranti e frontiere: la politica migratoria messicana dipende da quella statunistense. In migliaia partono dal Centro America attraversando il Messico per arrivare negli Stati Uniti, un viaggio tragico, costellato di violenza, sequestri e richieste di riscatto, aggressioni e traffico di organi, fino ad arrivare alla frontiera più militarizzata del mondo, tutto questo per raggiungere il sogno americano.  

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