El Mexico Profundo in difesa della terra. Il report del talk a Sherwood Festival

19 / 6 / 2022

Venerdì 17 giugno lo stand Media & Produzioni ha ospitato il primo talk di questa edizione 2022 di Sherwood Festival. In “El Mexico Profundo in difesa della terra” si è parlato del Messico, dell’imponente militarizzazione e delle grandi opere (megaprojectos) che stanno caratterizzando il Paese, della presenza zapatista e più in generale della resistenza indigena e della Carovana organizzata dall’associazione Associazione Ya Basta! Êdî bese! che a breve attraverserà il paese. È stato affrontato il tema con gli artisti della serata, Matteo Costa Romagnoli, fondatore di Garrincha Dischi e Lo Stato Sociale, Marcello, musicista degli España Circo Este, e Lorenzo Faccini, attivista dell'Associazione Ya Basta! Êdî bese!.

Dopo una breve introduzione, Davide Drago, che ha moderato la discussione, ha aperto il dialogo chiedendo cosa rappresentasse per gli ospiti il Messico. Matteo ha avuto così modo di raccontarci della sua esperienza in Chiapas nel 2016, in cui oltre a visitare diverse comunità hanno registrato un pezzo utilizzando anche suoni d'ambiente registrati in loco e il supporto di musicisti locali. A partire da questa esperienza era partito un progetto che non ha ancora potuto vedere la luce a causa della pandemia, ma che, anche grazie al finanziamento ottenuto partecipando a un bando, avrebbe coinvolto cinque band che avrebbero dovuto attraversare il Messico nella prospettiva di documentare l’incontro musicale e culturale che ne sarebbe stato la conseguenza, e un grande concerto da registrare nel Caracol di Oventik, in Chiapas. Parlando più in generale dell’esperienza, Matteo parla di una profondità nelle persone incontrate nei suoi viaggi che sicuramente fanno riflettere sulla superficialità che dimostriamo quando normalmente in occidente ci confrontiamo con le persone, soprattutto nei primi approcci.

Marcello allora ricorda che proprio gli España Circo Este sarebbero stati una delle cinque band coinvolte nel progetto, esperienza che spera di poter fare in futuro. Per lui il Messico ha sempre rappresentato il luogo in cui soprattutto nel corso della sua adolescenza avrebbe voluto fuggire: sicuramente molti degli eventi organizzati da Ya Basta! Êdî bese! ma anche dal centro sociale Rivolta lo hanno influenzato nel dare questa risposta, (esempio più recente in cui lo stesso Marcello è stato protagonista “Garrincha Loves Chiapas” nel 2017). Per cui Messico come immaginario figlio dei racconti di rivoluzioni lontane, leggende e miti che si fondano con la resistenza quotidiana.

Chiedendo quale fosse la situazione politica attuale nel paese, Davide Drago ha quindi coinvolto Lorenzo Faccini che ha avuto modo di accennare all’ascesa di Andrés Manuel López Obrador, conosciuto anche come “AMLO” che dalla sua elezione, il primo dicembre2018, ha utilizzato una narrazione populista di sinistra che prende le distanze dalla corruzione del governo precedente, promotore di politiche servili agli USA, potendo così giustificare l’adozione di politiche neoliberali ma anche nazionaliste in nome del progresso: gli esempi più lampanti sono i megaprojectos e la militarizzazione dei territori, lasciati in alternativa in balia dei gruppi di narcotrafficanti. La violenza sistematica che ne è risultata è stata direzionata sugli attivisti ambientali che lottano per la loro stessa sopravvivenza culturale e materiale.

Va infatti ricordato che l’assegnazione di un territorio alle forze militari non solo ne prevede la sua devastazione in nome del progresso e della ricchezza ma anche l’esproprio della terra ai “popoli originari”, i popoli indigeni che la abitano, rappresentanti del 20% della popolazione messicana che oltre ad essere esposti al rischio di non avere mezzi di sussistenza e di non poter vivere secondo i propri paradigmi culturali sono soggetti a un razzismo sistematico.

Da questo input di salvaguardia personale e del proprio territorio, anche grazie all'impulso zapatista, è andato a costituirsi il 12 ottobre 1996 il “Congresso Nacional Indigena”, che affronta tematiche che sono molto più vicine a noi di quanto pensiamo, come ci fa notare in un suo intervento Matteo accostando alla resistenza in Messico contro il Tren Maya le lotte del movimento No Tav in Val di Susa. Marcello invece, parlando di resistenza indigena, cita la capacità di queste popolazioni di essere “avanti” partendo da cose basilari, come il rapporto con la terra, difesa nel passato dai latifondisti e ora da uno Stato predatore che vuole assegnarla alla multinazionale di turno per la costruzione dell'ennesima grande opera estrattivista.

Il dibattito si chiude dunque con la presentazione da parte di Lorenzo della prossima carovana dell'Associazione Ya Basta! Êdî bese! e dei Centri Sociali del Nord Est, che sarà proprio in questi territori dal 12 al 30 agosto, su invito dell’Asamblea de Pueblos Indígenas del Istmo en Defensa de la Tierra y el Territorio, organizzazione che afferisce al CNI. La delegazione in carovana viaggerà dallo Yucatan alla costa pacifica passando dal Chiapas, e poi a ritroso dallo stato di Oaxaca sino al Golfo del Messico, attraversando le comunità che resistono ai numerosi megaproyectos che minacciano questi territori. Una grandissima opportunità per toccare con mano l'aggressione ai territori indigeni in Messico ma anche per confrontarsi e tessere relazioni con le comunità e le organizzazioni che si incontreranno nel cammino, nel solco di una resistenza anticapitalista che ci unisce da entrambi lati dell'oceano.

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