Venezia - Harvest Map

Lavoro di ricerca degli studenti IUAV sulla Biennale di Architettura 2008

19 / 4 / 2009


Il metodo di catalogazione e mappatura dei materiali (harvestmap) proposto
nel workshop IUAV con il Collettivo 2012 è alla base del lavoro che ha prodotto una
(ipotesi di) valutazione del grado di sostenibilità dell'11 Biennale di
architettura a Venezia.
Un lavoro sul campo da novembre a marzo, realizzato da alcuni studenti
IUAV che hanno partecipato ai laboratori di autoformazione e al progetto
Rebiennale.

Abbiamo dato il via alle prime ricognizioni durante il periodo di
'smontaggio' della Biennale preparando la documentazione necessaria per la
catalogazione: fotografie, video, schizzi e rilievi.
Una prima schedatura per lo studio dei materiali (collocazione, tipologia,
elementi quantitatiti e qualitativi, lavorazione, finiture) ci ha aiutato
ad analizzare il ciclo di produzione: la provenienza, i costi, l'impatto
ambientale e le trasformazioni che avvengono nel ciclo di vita 'materiale'
dall'origine allo smaltimento. Un ciclo non solo geografico ma economico
in cui l'allestimento del padiglione nazionale è solo un segmento che
viene però concepito e pensato da uno o più architetti, in questo senso
abbiamo interpellato gli 'autori' stessi della creazione.

Successivamente - e grazie all'intervento e al lavoro di Marco Zaccara,
architetto del collettivo 2012 (Olanda) - abbiamo individuato un metodo di
ricerca e siamo partiti da un punto essenziale che è quello di lavorare
non solo alla catalogazione dei materiali ma anche al loro 'raggio di
azione', ossia alle possibilità che abbiamo per poterli stoccare e
trasportare in maniera sostenibile (in termini di mezzi, consumi ed
economia). Altro 'trucco del mestiere', molto utile in fase di progetto, è
stato quello di trovare una scala grafica per poter rappresentare le
quantità dei materiali a disposizione. Nel workshop abbiamo poi definito i
criteri per costruire una sorta di 'catalogo', basato oltre che sulla
ricerca diretta delle informazioni anche su un 'hackeraggio' dei dati del
catalogo ufficiale, cosa che si è rivelata essere un ottimo output del
nostro lavoro.

In questi mesi abbiamo naturalmente raccolto idee e suggerimenti da tutte
le persone che interagiscono con Rebiennale e lavorano nella Biennale
stessa, molte bozze e approssimazioni sono state aggiornate man mano che
si elaborava una prospettiva analitica. Ma anche critica rispetto alle
ipotesi di riutilizzo, riciclo e scarto, che presentiamo.


Rebiennale con la collaborazione di
*2012Architecten* promuove una nuova prassi in architettura. Il progetto
non è considerato l'inizio di un processo lineare che si conclude con la
consegna dell'edificio, bensì soltanto una fase di un ciclo continuo di
creazione e ricreazione, e di uso e riuso dei materiali. Questo processo è
influenzato dall'intento di ridurne al minimo l'impatto ambientale delle
costruzioni, ma anche dallo stimolo creativo ispirato dai materiali
recupero stessi, Superuse costituisce una parte importante di questa
strategia progettuale. Le caratteristiche intrinseche dei prodotti e dei
materiali di riuso, offrono un potenziale valore aggiunto alla
composizione di nuovi prodotti o di nuovi edifici. Lo stesso concetto si
applica tanto per gli oggetti fisici, quanto per l'energia, le risorse
umane e l'acqua. Il principio del riuso conduce in definitiva a una
progettazione in grado di integrare tutti questi aspetti.
Nel mettere a frutto questa strategia 2012Architecten sviluppa vari
strumenti in un ambiente open source: ogni progetto ha un "Harvest- map",
una mappatura nella quale vengono annotate le collocazioni dei materiali
nelle immediate vicinanze. Ogni materiale viene schedato e viene
organizzato in un database che misura l'impatto ambientale dell'utilizzo
di materiali e dei vari componenti.
Le idee raccolte, anche queste a ciclo
continuo, sono continuamente aggiornate sul sito www.superuse.org

Link:
*2012 architecten*
www.2012architecten.nl
www.superuse.org

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