Il conto alla rovescia per la manifestazione del 17 febbraio contro la nuova base militare Dal Molin è a pieni giri.
Non solo per i movimenti quella di Vicenza è una data fondamentale, ma, evidentemente, anche per gli apparati di governo
l’appuntamento del 17 segna un incontrovertibile processo di crisi.
Il conto alla rovescia è farcito da mistificazioni e
maxi-operazioni anti-terrorismo.
La scorsa settimana un
editoriale del Corriere della Sera apriva sulla questione del 17 uno scenario che oggi viene condito dal
dibattito intorno alla trasmissione di Lucia Annunziata, "Mezz’ora" [
audio min.28:52 ] che ha ospitato Luca Casarini.
Vi è un continuo tentativo di negare la potenza di ciò che sta accadendo a Vicenza, come se il carico di conflitto che questa battaglia porta con sé, fosse legato alla cronaca di ciò che avverrà o meno il 17.
Scrivere preventivamente la cronaca di quella giornata, che è già, di per sé, uno "scontro" radicale con il comando, dovrebbe servire a rimarginare parzialmente le ferite aperte sul piano politico dentro al governo e tra gli apparati dei partiti che lo sostengono.
C’è un gap di consenso incolmabile rispetto alla battaglia vicentina, ma non solo, c’è una ipotesi diversa di gestione della vita, di possibilità di vivere e costruire il presente, che poco ha a che fare con il gradimento dell’opinione pubblica, ma che parla il linguaggio della condivisione, del desiderio, del bene comune, della radicalità.