Dalle ore 10.00 di martedì 18 marzo l’autore sarà negli studi di Radio Sherwood per presentare il suo romanzo.
"Nico e’ un precario, come tutto cio’ che lo circonda. Precari sono i suoi amici, precari per scelta e per condizione. Con il loro sodalizio che chiamano cooperativa rendono precario anche il limite che divide legalita’ da illegalita’.
Un noir che attraversa il nordest della metropoli diffusa e l’Emilia delle galere etniche.
Si gioca tutto al presente, nell’immediato, l’unico giudizio e’ costruito dai legami con i propri amici. La fortuna in questo gioco ha sempre una parte importante."
"La parte della fortuna", un romanzo di Luca Casarini, Ed. Mondadori, Collana Strade Blu, in libreria dal 18 marzo.
"E’ noir di lotta, questo di Luca Casarini, scritto nella foresta di Sherwood del tempo presente. Duro e precario, spavaldo e fuggitivo, racconta la rivolta e l’arte di arrangiarsi, gli esili quotidiani e le quotidiane costituenti della vita. Sullo sfondo, pronta a ghermire, la Storia.
Ci provi pure. Avrà pane per le sue fauci, dicono quelli che sempre accantonano “la parte della fortuna".
Gianfranco Bettin
"La parte della fortuna sembra essere diventata, nel mondo di Nico e della sua ’banda’, il tutto. È il mondo che non conosce più confini, nel quale città, lingue, tradizioni, valori si confondono indistricabilmente. E tuttavia, a volte quasi con disperazione, a volte con ironia, Nico e i suoi cercano in esso di riconoscersi e abitare. Nessuno più può pensare di tenere in pugno il proprio destino, di vivere "orientato" da Valori e Progetti, e tuttavia è necessario ancora sentire tutta l’insopportabilità di una vita che per troppi è inferno. E ribellarvisi. Se non è più possibile il Giudizio che decide e divide, è tuttavia necessario prendere parte, mettersi in gioco, dare la mano all’amico. Allora possono "aprirsi" luoghi che amiamo e l’angoscia di questa vita, che si esprime nella scrittura spezzata del libro, rasserenarsi, magari per brevi istanti, in squarci di pura lirica - come in certe pagine su Venezia e, ancor più, sulla "brutta" Marghera."
Massimo Cacciari