COMUNICATI

Lettera ai dipendenti e ai dirigenti

Global Project Bologna - Lunedì 28 maggio 2007

Lettera ai dipendenti e ai dirigenti

Siamo negli uffici del CNS di Bologna e di altre città italiane perché il Consorzio Nazionale dei Servizi ha vinto la gara d’appalto per la gestione del CPT di Lampedusa, che sarà gestito dalle Cooperative siciliane Sisifo e Bluecoop.

I Centri di Permanenza Temporanea, compreso quello di Lampedusa, sono strutture con cui si reprime il diritto di ogni essere umano a spostarsi liberamente nel pianeta per cercare un futuro migliore. Il CPT di Lampedusa non è un centro in cui i migranti sono accolti e tutelati dopo viaggi disperati e massacranti, ma è una struttura in cui le persone vengono rinchiuse prima di essere trasferite in altri CPT o prima di essere abbandonate ad una sorte incerta con in mano un decreto di espulsione.

Nel nostro Paese i migranti irregolari non sono una minaccia o un pericolo alla nostra sicurezza come politici e mezzi di comunicazione insistono a far credere, ma sono in realtà una e vera e propria “manna” per piccole e grandi imprese, che possono sfruttare in nero braccia da lavoro senza diritti e senza voce, costantemente minacciate dalla paura di finire in un CPT o di essere rispedite verso il luogo da cui con tanti sacrifici sono riusciti a fuggire.

Le nostre città sono piene di fantasmi che curano gli anziani, che puliscono appartamenti e uffici, che costruiscono case, ristrutturano antichi palazzi e aggiustano le strade. Sono precari, senza garanzie e senza un futuro degno perché le leggi italiane si ostinano a negar loro il diritto di soggiorno e così non possono lamentarsi di nulla, neanche quando non vengono pagati o vengono maltrattati.

Oggi occupiamo i vostri uffici sospendendo le vostre attività lavorative perché siamo indignati della continua ipocrisia con cui si colpevolizzano i migranti per la loro condizione di “clandestinità”, una condizione che essi non hanno scelto ma che, al contrario, è stata imposta loro attraverso leggi ingiuste e disumane come la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini.
Siamo indignati perché nelle nostre città si continua a parlare di allarme sicurezza prendendosela con i migranti, ma nulla viene fatto contro l’assenza di sicurezza nei luoghi di lavoro, dove ogni giorno aumentano le “morti bianche” di migranti senza nome e precari senza regolare contratto di lavoro.
Siamo indignati perché le cooperative di centro-sinistra, anziché rifiutarsi di partecipare ad un business basato sullo sfruttamento dei deboli, si rendono complici di un sistema ingiusto e crudele che usa i CPT come strumento per la sottomissione di queste persone.

Molti anni fa abbiamo iniziato una campagna - locale, nazionale ed europea – per dissuadere Croci Rosse e Verdi, aziende, confraternite religiose e cooperative rosse dal partecipare ai profitti della detenzione e della deportazione dei migranti. Le ragioni di tante iniziative di sensibilizzazione non vengono meno oggi perché il nuovo Governo ha annunciato la modifica dei CPT; al contrario le nostre motivazioni hanno ancora più forza perché devono contrastare le tante menzogne che ogni giorno leggiamo sui giornali: i CPT italiani continuano ad essere uno strumento di ricatto, il simbolo della disuguaglianza e dei diritti negati, poco importa se hanno cambiato nome o se al loro interno la qualità dei servizi è migliorata.

Oggi invitiamo i dipendenti ed i dirigenti del Centro Nazionale Servizi a riflettere sulla natura dei guadagni del CNS.
Vi chiediamo di non essere complici di un sistema ingiusto e razzista, che continua a giustificare l’esistenza di esseri umani si serie A ed esseri umani di serie B.
Vi chiediamo di non credere alla favola dell’umanizzazione dei Centri di Permanenza Temporanea: i CPT non vanno vanno gestiti al meglio, ma chiusi subito!

Centro Sociale TPO
Bologna 28/5/2007

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