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Mercoledì 2 aprile 2008 20:47 Bologna - In migliaia cacciano Giuliano Ferrara da P.zza Maggiore

Giuliano Ferrara è stato costretto a interrompere il comizio elettorale da una determinata e rumorosa contestazione. Le pesanti cariche della polizia non hanno impedito alle donne e agli uomini di riprendersi la piazza e conquistare il palco da cui è stato ribadito il diritto all’autodeterminazione e il rifiuto di ogni tentativo di controllo e criminalizzazione delle scelte delle donne sulle proprie vite.

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Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 2 Aprile, migliaia di donne e uomini, soprattutto ragazze, hanno impedito a Giuliano Ferrara di svolgere regolarmente il comizio elettorale per la lista “ Aborto? No, grazie”. Le/i manifestanti hanno dato vita a una rumorosa contestazione sotto al palco dove si teneva il comizio, in una piazza Maggiore blindata dalle forze dell’ordine e transennata.

Quando Giuliano Ferrara ha preso parola è stato investito da bordate di fischi e cori che rivendicavano il diritto all’autoderminazione delle donne, coprendo i suoi vaneggiamenti. A un lancio di ortaggi e uova, Ferrara ha risposto insultando le/i manifestanti e rilanciando a sua volta oggetti dal palco, mentre la polizia usando la forza e i manganelli cercava di disperdere le persone che continuavano a urlare e a fischiare. Il direttore de Il Foglio è stato costretto quindi a lasciare il palco. Quando i manifestanti l’hanno inseguito continuando la determinata contestazione, la polizia ha caricato pesantemente provocando diversi feriti.

Successivamente, il presidio con altre centinaia di persone con il sound system degli spazi sociali e della Rete per l’autoderminazione, che si stava svolgendo parallelamente alla contestazione in Piazza Nettuno, ha superato lo sbarramento di transenne e forze dell’ordine e si è riunito a chi era in Piazza Maggiore.


Una grande moltitudine di donne e uomini si è quindi ripresa Piazza Maggiore, si è diretta verso il palco conquistandolo, levando la copertura con i simboli elettorali e affiggendo lo striscione “Fuori i nostri corpi dal vostro controllo”. Si sono poi susseguiti una serie di interventi che hanno ribadito che la 194 non si tocca, che la libertà di parola della lista di Ferrara non potrà mai cancellare la libertà di scelta di tutte e di tutti e rilanciato la lotta contro ogni tentativo di normalizzare i comportamenti e controllare i corpi.

La voce delle protagoniste:
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Agenzia di Stampa
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-  Il Resto del Carlino.it, Foto
-  Il Messaggero.it
-  Zic

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