Ore 17.30 - La manifestazione si è conclusa con una forte risposta da parte dell’esercito israeliano. Il senso che aveva assunto la marcia verso il check point, oltre alla solidarietà rispetto ai detenuti politici in sciopero della fame, era quello di denunciare anche lo stato di "prigionia" permanente imposto alla popolazione con l’uso dei check point, che ricordiamo essere posti di blocco permanenti nel bel mezzo del territorio palestinese.
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Ore 16.25 - Cariche al Check Point di Kalandia. L’esercito israeliano ha caricato duramente i manifestanti, anche sparando. Si contano sei feriti, il corteo è stato spezzato e disperso.
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Ore 15.20 - La manifestazione per le strade di Ramallah vede l’affluenza di tremila persone. Sarebbero potute essere di più, ma oggi l’accesso a Ramallah dal Check Point di Kalandia è stato negato dall’esercito israeliano: "Sappiamo bene che questa è una delle tattiche di guerra a bassa intensità cui l’esercito israeliano ci ha abituato".
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Ore 14.00 - "Sono arrivato in Palestina nei primi giorni di agosto, immediatamente dopo i fatti della Cap Anamur. Venire qui mi ha fatto capire come questo luogo, l’impressionante muro che ho potuto vedere con i miei occhi, sia un’altra delle sfacettature dello stesso dispositivo di controllo. Qui stanno cambiando morfologicamente il territorio, il tessuto sociale, sotto gli occhi di tutti".
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Ore 13.00 - "Qualsiasi palestinese ha un parente o un amico nelle carceri israeliane".
Dall’inizio dello sciopero della fame la crudeltà dei carcerieri è aumentata. La prima corrispondenza della giornata dalla manifestazione di solidarietà allo sciopero, attuato per richiedere il miglioramento delle condizioni di vita dei prigionieri palestinesi.
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Presentazione del progetto Global Project Palestine e della prima giornata di trasmissioni in diretta da Ramallah. Fabio, Global Project.
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