All’inizio della trasmissione di questa mattina siamo andate in Ecuador, ricordando anche la carovana dell’associazione ya basta "Otro Ecuador" dal 2 al 17 gennaio 2008.
In una lunga intervista, Paola Colleoni, ricercatrice, che in questo momento si trova a Quito, ci ha presentato l’attuale situazione politica del paese e ci ha poi descritto in generale il governo del presidente Correa.
Uno dei nodi principali della politica di Correa che sta emergendo riguarda la questione ambientale: i movimenti sociali si stanno mobilitando perché in alcune zone del paese si vedono sempre più spesso i megaprogetti di estrazione delle risorse naturali.
La scorsa settimana molte organizzazioni si sono ritrovate a Quito per ribadire che non si potrà dare vita all’assemblea costituente, finché i movimenti sociali che lottano contro i megaimpianti vengono criminalizzati.
Proponiamo l’intervista a Paola Colleoni divisa in 4 parti.
[ 1 parte ]
E’ necessario il cambiamento del sistema di sfruttamento delle risorse naturali: il territorio dell’Amazzonia esce devastato a causa degli impianti di estrazione del petrolio.
Il Parco Nazionale dello Yasunì, diviso in “blocchi di petrolio” destinati alle diverse compagnie come la Repsol e l’Agip, soffre questa devastazione ambientale: inizialmente il governo Correa aveva appoggiato la campagna di molte organizzazioni sociali per mantenere sotto terra il petrolio, lasciando almeno una parte del parco libera dalle estrazioni, tuttavia, dopo lo studio di fattibilità economica, le cose sono cambiate.
[ 2 parte ]
Infatti il presidente ha invece cominciato a negoziare con il Brasile, per dare in concessione un blocco del Parco Yasunì ad una grossa compagnia petrolifera brasiliana, la Petrobras: i movimenti e le organizzazioni sociali, tra le quali Accion Ecologica, hanno manifestato contro questa decisione del governo, anche insieme ad una delegazione di Huaorani, gli indigeni che sono direttamente colpiti dalle estrazioni petrolifere, per chiedere la sospensione immediata della licenza alla Petrobras.
[ 3 parte ]
Le decisioni di Correa si basano chiaramente su patti di integrazione economica tra Ecuador e Brasile: Correa ha appena firmato un accordo con Lula rispetto ad un corridoio fluviale e terrestre che dovrebbe collegare Manta (Ecuador) con Manaos (Brasile), garantendo al Brasile la presenza nel territorio ecuadoriano, per poi creare nella città di Manta un grande porto di comunicazione con la Cina.
[ 4 parte ]
Ci siamo poi spostate tra il Chiapas e Milano: infatti in questi giorni presso Casaloca si tiene la 2° Festa del Caffè Rebelde Zapatista.
Durante la carovana di dicembre dell’Associazione Ya Basta nei territori zapatisti, “L’Autonomia Possibile”, ci sarà la possibilità di conoscere le cooperative del caffè nel Caracol di Oventic.
Abbiamo intervistato Daniele, dell’Associazione Ya Basta di Milano, che ci ha presentato la tre giorni dedicata al caffè, tre giornate di incontri, di degustazione del caffè rebelde, di presentazione delle carovane dell’Associazione Ya Basta, con infine un grande concerto e l’assemblea dei distributori del caffè.
[ audio ]
Per l’ultima parte della trasmissione siamo andate ad Atenco, in Messico: dopo il fatti del 3 e 4 maggio del 2006, a distanza di un anno e mezzo, sono ancora 23 i prigionieri politici che si trovano in carcere, mentre Ignacio del Valle e altri due compagni sono accusati di terrorismo, rischiano 67 anni di prigione e si trovano nel penitenziario di massima sicurezza de La Palma.
Heriberto Salas Amac, del Frente Popolar en Defiensa de la Tierra di Atenco, ci ha spiegato che i 23 prigionieri politici sono stati spostati nel carcere di Molino de las Flores, mentre pochi giorni fa Magdalena Garcia Duran, una delle prigioniere, dopo un anno e mezzo di carcere è stata liberata: una speranza per gli altri prigionieri e una vittoria per il Fronte Popolare in Difesa della Terra e per tutti coloro che hanno continuato a lottare per la sua libertà.
[ audio ]
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