Dopo il III Incontro tra le donne zapatiste e le donne del mondo, una parte dei carovanieri dell’Associazione Ya Basta, con la delegazione del Coordinamento Toscano in appoggio alla lotta zapatista, si é spostata nel Caracol V di Roberto Barrios.
Roberto Barrios si trova nella zona Norte, a circa un’ora da Palenque, la cittá famosa per il suo sito archeologico maya, nella zona delle cascate di Agua Azul e MisolHa.
Proprio vicino al Caracol V si trovano altre meravigliose cascate, non ancora conosciute e privatizzate, [
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foto 3 ] sulle quali il governo ed un’impresa statunitense hanno messo gli occhi, per farle diventare l’ennesima attrattiva turistica.
Il governo ha deciso di costruire un ponte, asfaltare la carretera sterrata che attraversa il villaggio, per rendere piú agevole l’arrivo dei turisti alle cascate [
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foto 2 ] e l’impresa americana ha pensato di dare vita ad un complesso turistico con tanto di campo da golf, strutture ricettive e ingresso a pagamento alle cascate.
Da un lato la Giunta del Buon Governo teme la privatizzazione delle risorse naturali e l’esproprio di queste ricchezze ambientali che da secoli sono un bene comune di tutti gli indigeni e pertanto gli zapatisti si opporranno alla costruzione dell’impianto turistico e all’entrata a pagamento per vedere le cascate, dall’altro lato il ponte e la strada asfaltata renderebbero la comunitá non piú isolata (soprattutto nel periodo delle piogge quando il fiume é in piena) [
foto 1 ] e anche per gli zapatisti sarebbe piú facile essere collegati alla cittá.
La delegazione del Coordinamento Toscano, in un incontro con la Giunta del Buon Governo, ha consegnato ufficialmente una targa per sancire il gemellaggio tra il comune di Bucine e il Caracol. [
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Oltre a questo é stato portato alla Giunta un donativo, raccolto con una cena solidale partecipata da piú di 250 persone, per sostenere la costruzione del Centro Culturale e Tecnologico Autonomo Zapatista.
Daniele, del Coordinamento Toscano, ha spiegato com’é nata la volontá di contribuire a questo progetto di cooperazione dal basso e il significato di rafforzare il sistema educativo autonomo zapatista attraverso il Centro Culturale.
Il Centro prevede, dopo il percorso scolatico primario, un’ulteriore formazione di 20 giorni, teorica, ma soprattutto pratica, in base alle necessitá dei ragazzi che arrivano dai vari villaggi, che una volta tornati nelle proprie comunitá potranno mettere a disposizione di tutti le loro conoscenze, per creare col tempo una microeconomia che sostenga la comunitá.
Ascolta l’intervista a Daniele del Coordinamento Toscano.

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