Partiti da Quito con un potente fuoristrada 4x4 ci siamo diretti solcando la Cordigliera delle Ande verso l’Oriente ecuadoriano, per il cosidetto "Toxi-tour" per poi sprofondare nella grande Conca Amazzonica. Abbiamo percorso la ruta del petroleo, inseguendo (o inseguiti) il celebre oleodotto SOTE che da Quito si inerpica sulle Ande per ramificarsi poi in piena Amazzonia, tra fiumi e comunità indigene della provincia di Orellana.
Gli scenari mozzafiato provocati dalla foresta amazzonica si scontravano con la violenza dei pozzi, delle piattaforme sui fiumi, delle piscine di petrolio a cielo aperto, delle fiamme di GPL emesse dalle stazioni di produzione.
Nella nostra mente ci appare "limpido" un filo conduttore che ci riporta agli stessi fuochi perenni degli stabilimenti petrolchimici di Marghera.
Un’area densa di culture indigene, di biodiversità, di ecosistemi, devastata in nome del petrolio da una costellazione di transnazionali e non dell’industria petrolifera mondiale.
La bio-devastazione è firmata da nomi noti come Texaco, Repsol, Perenco, Encana, Petrobras, ma anche l’italiana Eni-Agip che sfrutta il blocco petrolifero numero 10, all’interno del territorio indigeno Huaorani, lo Yasunì, dichiarato riserva della Biosfera dall’UNESCO, patrimonio dell’Umanità.
Anche Petroproduccion, subentrata dopo la cacciata della Texaco, gioca un ruolo sempre piu’ fondamentale nell’estrazione e nella produzione petrolifera in tutto il Paese, stipulando alleanze transazionali con i colossi dell’industria petrolifera cinese, brasiliana e venezuelana.
Dopo aver fatto base nella città di Coca, porto franco sulle rive di uno dei piu’ importanti affluenti del Rio delle Amazzoni, ed aver incontrato Diocles e altri compagni del Comitee de los Derechos Humanos y ambientales, con il generoso e fondamentale aiuto di campesinos delle realtà delle comunità indigene, abbiamo cominciato il vero e proprio Toxi-Tour tra pozzi, crivelle, fuochi perenni di GPL, piattaforme petrolifere, piscine di petrolio a cielo aperto, e una sconfinata rete di tubi arruginiti e malconci raminificati in ogni dove.
Abbiamo imboccato la famosa via Auca, la via dei petroleros e madereros (trafficanti di legname) che porta alle comunità di Dayuma.
Partendo proprio dalla "ruta del petroleo" Via Auca, da Dayuma, dove la resistenza delle comunità allo sfruttamento petrolifero, aveva svariate volte portato alla toma dei pozzi e della via Auca. L’ultima volta il 30 novembre 2007 la protesta è stata soffocata manu militari dal governo della cosidetta rivoluzione socialista del XIX secolo, Raffael Correa.
Bilancio: irruzione all’alba nella case, brutali violenze e pestaggi, 30 campesinos arrestati.
[ foto ] [ video-1 ] [ video-2 ] [ comunicato Diritti Umani ]
Persino la prefecta di Coca, Guadalupe Llori è stata arrestata per terrorismo e sabotaggio, ora in carcere a Quito.
Ritornando da Dayuma, accompagnati da Diocles, abbiamo continuato il Toxi-Tour nell’area di produzione petrolifera di Sacha, una delle aree in assoluto piu’ contaminate. Cortesemente accompagnati abbiamo visitato quest’area dove l’agricoltura di sussistenza e l’inquinamente capillare petrolifero coesistono. Orti tradizionali su piscine di petrolio interrate, fonti d’acqua dolce "arricchite" con crudo pesado, occhi indigeni pieni di disperazione e rabbia che raccontano cosa vuol dire vivere sopra un pozzo.
Materiale multimediale:
( per scaricare video e audio, cliccare con il tasto dx e selezionare salva destinazione con nome )
"Emi-sphero surreale" - racconto di Michele, compagno di viaggio del Toxi-tour.
Intervista con Delfin Ordóñez, membro del Consiglio Provinciale.
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Intervista con John Guerrero, ex sindaco della giunta, portavoce di Dayuma.
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Intervista con Jorge Claudio, campesino, barbaramente picchiato ed arrestato dall’esercito.
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Intervista con Diocles, Comitato per i diritti umani ed ambientali, città di Coca.
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Visita a Dayuma, vivere sopra un pozzo. John Guerrero ci parla davanti ad una pompa d’estrazione petrolifera dopo la violenta irruzione dell’esercito all’interno della comunità per soffocare la protesta.
[ video pompa 1 ] [ video pompa 2 ][ video pompa 3 ]
San Carlos, la piscina di petrolio "a cielo aperto", lasciata da 30 anni dalla Texaco.
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Toxitour, viaggio tra pozzi, piscine di petrolio, fuochi perenni: minivideo.
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( foto e video a cura dei compagni di viaggio: Michele, Antonella, Eleonora e Franco )
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