Per discutere della sua organizzazione, all’interno della due giorni “Caminantes” del 15 e 16 marzo 2008 presso il Centro Sociale Rivolta Piazzale Carlo Giuliani Marghera- Mestre, domenica 16 marzo si svolgerà un gruppo di lavoro specifico dedicato alla programmazione delle attività di sostegno al Sistema Sanitario Autonomo zapatista.
Relazione della brigata sanitaria dell’Associazione Ya Basta nei territori zapatisti nel mese di gennaio 2008:
Quadro generale: In Chiapas la mortalità infantile è elevatissima: il rischio di morte per i minori di un anno è del 60% maggiore tra le comunità indigene rispetto al resto della popolazione del paese ed il tasso di mortalità è di 291 decessi di minori di un anno ogni 10 mila nati vivi, mentre per il resto della popolazione i decessi sono 181.
Il 54% della popolazione chiapaneca è denutrita e nella regione della Selva Lacandona questa percentuale sale all’80%. Quasi la metà dei chiapanechi non ha acqua potabile e due terzi non hanno fognature. Ogni 100 mila parti muoiono 117 donne (la media dei paesi industrializzati è di 10 decessi).
Inoltre numerosi studi dimostrano come esista una volontà politica del governo messicano nel non considerare la gravità delle malattie femminili. Le discriminazioni culturali nei confronti delle donne sono inoltre ancora molto presenti all’interno della società: le donne hanno il più basso tasso di scolarizzazione, gravosi impegni all’interno della famiglia, alto numero di gravidanze, spesso in giovanissima età, scarsi se non nulli controlli medici.
Le patologie presenti in abbondanza in questi territori sono: dissenterie gravi, parassitosi intestinali, colera, morbo di Dengue, tripanosomiasi, febbre gialla, cecità dei fiumi, malaria, malattie reumatiche precoci, malattie respiratorie, TBC e gonorrea (arrivata nel Chiapas "grazie" agli stupri dei militari messicani ai danni delle donne autoctone).
Prima e dopo il “levantamiento” del 1 gennaio 1994:
Fino al gennaio 1994 l’assistenza sanitaria della popolazione indigena del Chiapas era praticamente inesistente: quasi completamente assenti i medici, pochissimi i promotori di salute, scarse e mal organizzate le strutture di base. Gli interventi del governo messicano, sempre impregnati di razzismo più o meno esplicito, erano (e sono rimasti!) sporadici, senza nessun programma organico e a lungo termine, basati soprattutto sugli interventi in denaro e rivolti agli indigeni ritenuti "amici". Per questo motivo l’autonomia, il sostegno e il potenziamento del Sistema di Salute Autonomo è stato assunto come priorità nei Municipi Autonomi Zapatisti. Si è iniziato a dar vita alle strutture sanitarie basate sul lavoro dei Promotori di Salute, sulla costruzione di consultori territoriali e cliniche autonome. Un processo di auto-formazione costante che si è sviluppato attraverso tutta la rete dei Municipi Autonomi e delle comunità zapatiste. Nel 2003 con la nascita delle 5 Giunte del Buongoverno, le comunità zapatiste hanno rafforzato questo percorso e all’interno dei 5 Caracoles sono state create strutture autonome per la formazione e l’assistenza sanitaria, in particolare cliniche e consultori. In tutto questo percorso il diritto alla salute come cura e prevenzione, ha portato alla continua formazione dei Promotori di salute, che mantengono vivo lo studio e la conoscenza della medicina tradizionale maya confrontandosi con quella ufficiale.
La nostra espererienza:
Nel corso delle carovane svolte in Chiapas in anni successivi, noi di Ya Basta abbiamo potuto notare come, inizialmente con lentezza, ma in questi ultimi tempi con grande accelerazione, il Sistema Autonomo di Salute sia progredito sia per aumento e organizzazione delle strutture: consultori di base ed ospedali (Oventic negli Altos, San Josè nella Selva Lacandona...); sia soprattutto per l’aumento di numero, la stabilizzazione e l’incremento della preparazione specifica dei Promotori di Salute. La sanità sembra essere passata da una situazione di emergenza e precarietà legata non solo alla mancanza di mezzi economici e possibilità di preparazione, ma anche alla costante presenza di una condizione di guerra ad alta e a bassa intensità, alla condizione attuale in cui si nota un passaggio a richieste più specifiche e “specialistiche” sicuramente frutto della maggiore preparazione, ma anche al ricambio generazionale che è avvenuto in questi 14 anni, per cui in molti promotori si è raggiunta un elevato standard di prestazioni e conoscenze.
Gennaio 2008:
Nella prima settimana di gennaio 2008 la Brigata Sanitaria di Ya Basta, composta da una ginecologa, un pediatra, un igienista dentario, due fisioterapisti ha svolto il suo lavoro nel Caracol della Realidad a sostegno del Sistema Autonomo di Salute zapatista. I corsi hanno interessato quasi una cinquantina di persone tra Promotori di Salute e “parteras”. Il metodo adottato per questo corso di formazione è stato quello del gruppo di discussione alla pari riducendo al minimo indispensabile le lezioni frontali e privilegiando la discussione di gruppo e le esercitazioni pratiche, facendo partecipare, là dove possibile, gli operatori anche al lavoro di ambulatorio con la popolazione, che ha affiancato il lavoro di formazione vero e proprio. Quest’anno, molto più che in altre occasioni simili, il lavoro è stato di grande soddisfazione per l’attenzione, il coinvolgimento e talvolta l’entusiasmo mostrato dai partecipanti. Un dato da far notare è anche la grande presenza delle donne: scontata per il corso della ginecologa con le “parteras” (che potremmo in modo molto riduttivo paragonare alle nostre ostetriche) è stata una piacevole sorpresa per il corso di pediatria e di fisioterapia! Gli argomenti trattati, più che seguendo il programma predefinito, sono stati spesso scelti e discussi assieme ai partecipanti e talvolta hanno seguito gli eventi “patologici” o le occasioni del momento. Le visite mediche che abbiamo svolto hanno confermato che le patologie più frequenti nei bambini sono di origine gastrointestinale: diarree e vomiti, infestazioni da parassiti, seguite da flogosi delle vie aree sia superiori che inferiori, con un elevato tasso di bronchiti e forme asmatiche. Negli adulti abbiamo rilevato frequentemente problemi articolari e infiammazioni genitali oltre che problemi flogistici delle vie aree.
Alcune valutazioni:
Paragonando questa esperienza alle esperienze svolte da alcuni di noi sia alla Realidad che altrove nelle comunità zapatiste, abbiamo tutti potuto notare come negli anni l’organizzazione del Sistema di Salute Autonomo si sia fatta più puntuale e “solida” ritrovando ad esempio Promotori di Salute che già avevamo incontrato in precedenza e scoprendoli molto più preparati, puntuali e decisi. Potendo osservare come lo stesso uso dei farmaci sia molto più razionale e sempre meno influenzato dalla fornitura delle organizzazioni internazionali, ma nascendo da specifiche richieste e necessità rilevate in loco.
Erbolario:
Molto presente è anche apparso il ricorso alla cura con le erbe, sostenuto dal lavoro, ormai a pieno regime dell’Erbolario, davvero ben organizzato ed ottimamente fornito. Oltre che gestito con rara competenza! L’Erbolario è gestito da una ottantina di donne a turno. L’Erbolario garantisce il recupero delle conoscenze tradizionali e la produzione di medicine naturali. I principali fitofarmaci presenti nell’Erbolario spaziavano da terapie anti-infiammatorio, anti-reumatiche, broncopolmonari a quelle dermatologiche e alle patologie gastroenteriche. Per quanto riguarda l’Ostetricia e la Ginecologia questa parte era particolarmente sviluppata in riferimento all’esperienza tratta dal lavoro delle “parteras”: piante in grado di curare le principali affezioni che possono colpire le donne.
Clinica di San Jose del Rio:
Rimangono da ricordare i passi avanti fatti anche dalla struttura della Clinica scuola di S. Josè del Rio che non solo ha ospitato il corso del pediatra e dell’igienista dentale dando ospitalità con perfetta organizzazione ai promotori che hanno seguito i due corso, ma che periodicamente ospita una equipe di chirurghi provenienti da Comitan per svolgere interventi chirurgici programmati (quasi 80 nel 2007). Ed il post operatorio è tra l’altro seguito in modo quasi totalmente autonomo dai promotori di salute, cosa impensabile solo qualche anno fa.
Agua para todos:
Continua anche nel Caracol della Realidad il progetto che abbiamo chiamato “Agua para todos” e che prevede la fornitura di acqua potabile da utilizzare per l’igiene personale e per l’uso alimentare. Dopo una prima fase di studio delle condizioni di inquinamento delle fonti di acqua del villaggio si dovrà ora passare alla fase di realizzazione di sistemi di potabilizzazione. In questo progetto si inserisce il lavoro iniziato in questo periodo da un gruppo di giovani ingegneri per la produzione e fornitura di cloro al villaggio (partendo da comune sala da cucina) per gli usi di disinfezione. Se molti progressi si sono fatti anche sul versante delle latrine sempre più numerose e costruite secondo i criteri di basso inquinamento dell’ambiente, non altrettanto si può dire sullo smaltimento dei rifiuti che richiederà un serio intervento per la raccolta quanto più differenziata, soprattutto per quel che riguarda la plastica e per lo smaltimento e stoccaggio dei rifiuti organici.
Cosa ci viene chiesto:
Nell’incontro di verifica finale (anche questo un segno di crescita e impegno) oltre ai reciproci saluti e ringraziamenti da parte dei responsabili della comunità sono state fatte specifiche e puntuali richiesta per ulteriori argomenti di preparazione e specialisti (oculista-oftalmologo, cardiologo, patologo per la lettura di pap-test e implementazione del laboratorio di analisi dell’ospedale di S. Josè) da coinvolgere nelle prossime Brigate Sanitarie (che oramai sono connotate come brigate non solo di lavoro sul luogo, ma anche di formazione!), oltre che specifiche richieste di attrezzature (elettrocardiografo portatile, attrezzatura portatile per anestesia e rianimazione, elettrocoagulatore) e farmaci (urgente è ad esempio la richiesta di siero antivipera nella formulazione che non richiede la conservazione in frigorifero e che è quindi facilmente trasportabile anche per lunghi periodi).
Rimangono da ricordare i passi avanti fatti anche dalla struttura della Clinica scuola di S. Josè del Rio che non solo ha ospitato il corso del pediatra e dell’igienista dentale dando ospitalità con perfetta organizzazione ai promotori che hanno seguito i due corso, ma che periodicamente ospita una equipe di chirurghi provenienti da Comitan per svolgere interventi chirurgici programmati (quasi 80 nel 2007). Ed il post operatorio è tra l’altro seguito in modo quasi totalmente autonomo dai promotori di salute, cosa impensabile solo qualche anno fa.
A cura di Roberto Marinello, Pediatra.
"Mujeres de Maiz".
Corso di ginecologia.
Per una settimana alla Realidad sono arrivate per partecipare al Corso di ginecologia una trentina di donne, provenienti da tutti e 4 i Municipi Autonomia del Caracol de La Realidad. Alcune erano già Promotrici di salute, altre “parteras”, altre ancora alla loro prima formazione, altre che già collaboravano all’Erbolario. Abbiamo articolato il Corso in una parte teorica dedicata alla fisiologia della riproduzione, alle malattie dell’apparato genitale femminile e abbiamo potenziato la parte pratica con particolare attenzione alla prevenzione del tumore del seno, dell’utero e delle ovaie. Nel corso degli incontri chiaramente sono state approfondite in particolare le patologie maggiormente presenti quali: metroraggie, fibromi dell’utero, cisti ovariche, dismenorrea, problemi che possono insorgere nell’espletamento del parto.
Le mie impressioni:
Dopo 4 anni di lontananza dalla terra zapatista l’aspetto più entusiasmante è stato il vedere l’enorme mole di lavoro, il cammino lento, quotidiano e inesorabile che questa gente ha in silenzio fatto. Operatori di salute che in così poco tempo hanno raggiunto livelli di preparazione inimmaginabili, loro presenza capillare nel territorio, capacità di attuare quella “medicina integrata” di cui noi occidentali tanto parliamo senza poi avere l’intelligenza e l’umiltà per applicarla. Le modalità con cui è stato costruito l’Erbolario rispondono al doppio criterio dell’ascolto della tradizione popolare fino alla titolazione dei fitoterapici, giustificati da evidenze farmacologiche. A questo proposito vale la pena di ricordare come l’enorme bio-diversità di questo territorio e la presenza di piante farmacologicamente attive, abbia già sollecitato la inesauribile fame di multinazionali pronte a depredarlo e depauperarlo. E poi le donne, di tutte le età che sentono la necessità ed hanno la forza per attuare una rivoluzione nella rivoluzione. Donne che tanto potrebbero insegnare a noi occidentali. L’orgoglio e la forza con cui rivendicano l’autonomia del proprio corpo. La necessità all’autodeterminazione senza peraltro escludere l’universo maschile che è inevitabilmente costretto a confrontarsi con chi propone dialogo, percorsi da percorrere insieme. La pianificazione familiare, argomento che ho maggiormente trattato ha enormemente coinvolto queste mie “allieve-maestre”. Fermo restando l’orgoglio per una prole numerosa era per tutte evidente il diritto di poter scegliere tra avere 10 figli o 4, 5. Queste donne hanno dimostrato una enorme volontà di comprendere i ritmi della natura e, conoscendoli, non subirli. Intere giornate per capire fino in fondo la fisiologia della riproduzione fino alla consapevolezza gioiosa di poter scegliere. Ho peraltro notato come, proprio nel rispetto dei ritmi naturali, tendessero ad escludere una contraccezione chimica privilegiando metodi cosiddetti “meccanici”, tipo la spirale, che non alterano, non appiattiscono la natura e il ritmo vitale della donna. Mi auguro che molti siano gli operatori sanitari che vogliano fare questa esperienza che da un grande senso sia alla propria vita che alla propria professione.
Pervinca Rizzo, ginecologa.
"Sono terminati da un paio di giorni gli incontri con le donne zapatiste del “3 Incontro internazionale dei popoli zapatisti con i popoli del mondo” dedicato alla comandanta Ramona. Dal Caracol de La Garucha ci stiamo spostando verso quello de La Realidad. Siamo quelli della Brigata Sanitaria dell’Associazione Ya Basta!; siamo circa una ventina di compagni e compagne, non tutti professionisti sanitari. Le figure che specificatamente compongono la brigata siamo io, fisioterapista, Paolo un collega di Pavia, Pervinca ginecologa di Padova, Roberto pediatra sempre di Padova e Enrico l’igenista dentale. Ci accompagnano attivisti di Ya Basta, carovanieri sparsi e un gruppo di studenti del Collettivo della facoltà di Ingegneria dell’università La Sapienza di Roma, che intendono realizzare un progetto per l’autoproduzione di cloro. Arriviamo che di notte e i compagni zapatisti della Commissione di Vigilanza ci fanno aspettare all’ingresso. Dopo circa un’ora siamo ricevuti dalla Giunta di Buon Governo, che svolte le formalità della presentazione del folto gruppo, ci danno indicazioni su come hanno intenzione di organizzare questa settimana di formazione. E così Roberto e Enrico partiranno il giorno dopo per la clinica di San Josè del Rio. E’ questa un vero e proprio ospedale dove i pazienti provenienti dalle comunità limitrofe, e non solo, vengono ricevuti per le visite ambulatoriali ma anche ricoverati per piccole operazioni svolte con l’aiuto di medici solidari messicani, e assistiti nel post operatorio dai Promotori di salute zapatisti. Qui vengono eseguiti anche analisi di laboratorio su sangue e urine. E’, insieme alla clinica di Oventic, un esempio di come la sanità autonoma zapatista sia progredita in questi anni, in termini di organizzazione, strutture e preparazione dei promotori di salute. Io, Paolo, e Pervinca rimarremo qui nel Caracol. Per tutti ci aspettano due giorni di formazione e altri tre di lavoro ambulatoriale. Così è stato deciso.
E’ tardi, siamo tutti stanchi per il viaggio, e dopo aver montato le amache nella scuola messa a disposizione, ci buttiamo nelle braccia di Morfeo. L’abbraccio dura poco, alle sette del mattino siamo già in piedi: i compas iniziano presto, e poi alle 8 mangiano il loro primo pranzo quotidiano, seguito da un pozole da stomaci forti a mezzogiorno e dal secondo pranzo alle 4 del pomeriggio. Sono questi i ritmi che scandiranno le giornate della Brigata. A me e a Paolo sono ad aspettarci una decina di compagni, quasi tutte donne. Provengono da diverse comunità della zona dove in genere ricoprono il ruolo di “hueseros”, figure tradizionali dei popoli di queste terre dedite alla cura dei problemi articolari e muscolari con l’aiuto di massaggi, erbe e preghiere. Sono tutte “parteras” , invece, le donne che stanno aspettando Pervinca nell’Erbolario” (la farmacia naturalista dove puoi trovare sciroppi, pomate, creme e altro tutto autoprodotto dagli zapatisti secondo la tradizione ancestrale dei loro antenati, che stanno recuperando in questi anni per affrancarsi dalla medicina chimica e quindi in parte dalle strutture governative). Anche loro sono una figura importante nelle comunità attendono alla salute riproduttiva delle donne e dei neonati in zone dove le statistiche dicono che per ogni 100mila parti muoiono 117 donne a fronte delle 10 dei paesi industrializzati. E notevole il lavoro che stanno svolgendo queste promotrici tra le donne specie nell’ambito della conoscenza dei metodi contraccettivi. Del resto veniamo dall’incontro delle donne di fine anno che ci ha dato un quadro della “primavera” che stanno vivendo nel movimento le compagne, tra alti e bassi. Paolo ed io, ancora con le palpebre semi chiuse, ci presentiamo alla nostra “classe” senza avere un programma preciso. L’idea è quella di stabilire in maniera assembleare il da farsi. Avevamo stabilito questo tra me e Paolo, sulla base della mia precedente esperienza nella clinica di Oventic. In quell’occasione mi ero proposto in maniera presuntuosa credendo che gli altri fossero a mia disposizione e avrebbero seguito quello che avrei detto e fatto, senza tenere in conto le conoscenze e le esigenze locali. Questa volta decidiamo di concordare con i Promotori e le promotrici di salute interessate al corso di fisioterapia, i contenuti delle lezioni: saranno articolate in modo da far camminare insieme teoria e pratica, formazione e lavoro pratico ambulatoriale. Per ciò che riguarda noi terapisti, l’obiettivo finale sarà quello di trasferire alcune competenze in materia di trattamenti di lombalgie, cervicalgie e cefalee oltre che primo soccorso di distorsioni e fratture. Termina così il primo giorno della brigata. I giorni a seguire ci vedranno impegnati dall’alba al tramonto, ognuno alle prese con i suoi pazienti e con qualche alunno un po’ “indisciplinato”. Intanto sono tornati anche Roberto e Enrico dalla clinica di San José. Anche loro, come noi, sono soddisfatti del lavoro svolto e davanti al fuoco del nostro accampamento e all’ottima pasta del nostro cuoco napoletano Vittorio, ci scambiamo opinioni e valutazioni. Alla fine tutti riteniamo che la scelta effettuata del gruppo di discussione alla pari, della riduzione al minimo delle lezioni frontali a favore delle esercitazioni pratiche o del lavoro ambulatoriale sia stato un buon metodo di far funzionare questa brigata, data anche la brevità dei tempi a nostra disposizione. Valutiamo positivamente il fatto che ai corsi fossero presenti complessivamente quasi una cinquantina di promotori di salute e che buona parte fossero donne. Impressioni che ci saranno confermate anche dai responsabili della salute autonoma del Caracol nella riunione finale svoltasi la sera prima della nostra partenza. Nella quale oltre ai ringraziamenti per il lavoro svolto e all’invito a tornare per una nuova brigata, ci vengono rivolte nuove e puntuali richieste di specialisti, di attrezzature e di medicinali . E’ terminata la brigata. Siamo sulla strada che da Comitan ci riporterà San Cristobal. E’ una splendida giornata, ma quel che più importa è che l’altra strada, quella dell’autonomia che i popoli indigeni di queste terre del Chiapas hanno intrapreso e mostrato al mondo, non è solo una striscia di fango e buche ma un tracciato che invita ad essere percorso insieme. Ancora."
Marco Giusti, fisioterapista.
Richieste particolari del Sistema Sanitario Autonomo, Zona Selva:
Specialisti:
oculista-oftalmologo
cardiologo
patologo per la lettura di pap-test e implementazione del laboratorio di analisi dell’ospedale di S. Josè.
Attrezzature:
elettrocardiografo portatile
attrezzatura portatile per anestesia e rianimazione
elettrocoagulatore
Farmaci:
siero antivipera nella formulazione che non richiede la conservazione in frigorifero e che è quindi facilmente trasportabile anche per lunghi periodi.
Link utili:
Approfondimenti sul Sistema Autonomo Sanitario, tratti dal Secondo Incontro Internazionale dei Popoli Zapatisti con i Popoli del Mondo
Video sulla Clinica di San Josè, disponibile su richiesta on-line
Per informazioni:
Associazione Ya Basta