SPECIALI

Trento - Mattarello si mobilita contro la base militare

Il 9 marzo prima mobilitazione in difesa del territorio

Trento - Sabato 23 febbraio 2008

9 marzo 2008: Trecento persone alla manifestazione contro la base di Mattarello

Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e l’aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati.
Una base estesa su circa 30 ettari di campagna, un vero e proprio paese nel paese con alloggi, sala convegni, cinema, campi sportivi, officine, armerie, poligono di tiro, ecc., più un’area consistente sottoposta a segreto militare.
In due assemblee autoconvocate da un gruppo di residenti di Mattarello - il sobborgo a sud di Trento - e un incontro al Centro sociale Bruno, il neo comitato che si batte contro la realizzazione di questa base militare è riuscito a spiegare a un numeroso pubblico la portata del progetto e gli effetti collaterali di tale opera.
La base, infatti, verrebbe costruita su un pregiato terreno agricolo coltivato a vite e a piante da frutto e per via del rischio di esondazioni dell’Adige il terreno verrebbe rialzato con migliaia di metri cubi di porfido, causa di emissioni nocive di radon.
L’impatto ambientale, nonché l’inquinamento acustico e l’inquinamento dell’aria sarebbero un’ulteriore aggressione al territorio della zona sud di Trento. Ma senza trascurare questi motivi e i forti disagi creati ai suoi abitanti (convivere con 1600 soldati non è uno scherzo) uno dei punti fondamentali è che una simile installazione serve ad uno scopo ben preciso: la guerra.

Il progetto della base militare è stato deciso senza nessun tipo di confronto pubblico e calato sulla testa della popolazione: dopo le due assemblee svolte a Mattarello dal Comitato il consiglio circoscrizionale, il Comune e la Provincia hanno cercato di correre ai ripari organizzando, dapprima, un consiglio circoscrizionale chiuso però al pubblico e sospeso per l’occupazione della sala da parte degli attivisti del Centro sociale Bruno che esigevano un confronto pubblico;
assemblea svolta, tardivamente, giovedì scorso con gli interventi del Sindaco Pacher e dei tecnici della Provincia di Trento che hanno illustrato il rendering e i costi dell’opera confermando alle 300 persone presenti che la base militare si farà con un inizio dei lavori previsto per il 2009.
Durante l’assemblea non un applauso è stato fatto a Sindaco e tecnici, mentre molti sono stati gli interventi di residenti contrari alle base.
Il Comitato di Mattarello contro la base militare ha deciso di mobilitarsi e per domenica 9 marzo alle 14.30 è organizzata una manifestazione con partenza nel centro di Mattarello per raggiungere le aree agricole espropriate (leggi l’appello). Il 2 marzo, invece, una cena sociale al Cs Bruno contribuirà alle spese delle prossime iniziative del Comitato.

Proponiamo alcuni dei tanti interventi dei residenti di Mattarello che hanno partecipato all’assemblea di giovedì scorso.

Franco Tessadri, portavoce del neocostituito Comitato contro la base militare di Mattarello, denuncia fin dall’inizio che "questo progetto è un progetto già confezionato".
Nel suo intervento illustra poi alcuni punti su cui il Comitato avanza serie e gravi perplessità.
Tessadri chiede "quali attività militari verranno svolte all’interno dell’area segreta militare furbescamente definita dal Sindaco e dai tecnici "zona sensibile", quali annotazioni di impatto ambientale sono state fatte", e specifica che il terreno su cui si realizzeranno le strutture verrà rialzato di circa 2 metri con del porfido (circa 500 mila metri cubi di materiale di riporto).
Tessadri, che fino a pochi mesi fa era membro della commissione servizi e territorio della circoscrizione di Mattarello accusa l’amministrazione di non aver rispettato "l’iter democratico che ha portato all’approvazione del progetto", dicendo che nemmeno all’interno della commissione di cui faceva parte si è mai approfondito l’argomento.
Per Franco Tessadri "sottrarre alla città altro territorio agricolo per creare una "gardaland" per i militari non ha nessun senso visto che in altri territori - afferma - si dismettono le vecchie caserme e si rilasciano i terreni ai comuni.
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Paolo Mayr, presidente di Italia Nostra, vede nella realizzazione di questo progetto "l’ennesima speculazione edilizia che colpisce la città di Trento".
Cita altre situazioni di terreni acquistati inizialmente dal Comune di Trento e dalla Provincia e poi lasciati a imprenditori privati e si domanda, nel caso di Mattarello, quali saranno gli immobiliaristi che guadagneranno dalla riconversione dei terreni militari lasciati liberi in città.
"La città - afferma convinto - non ha bisogno di nuovi centri direzionali militari e di centinaia di migliaia di nuovi metri cubi di cemento."
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Annalisa Orsi, vice sindaco di Besenello (un comune limitrofo al sobborgo di Mattarello, dove verrà installata la base militare) parla della difficoltà delle istituzioni di portare avanti l’Agenda 21 che ha come motto "Partecipiamo assieme per il futuro di domani".
"Aderiamo a progetti di partecipazione - racconta Annalisa Orsi - e poi ci troviamo davanti a gente giustamente arrabbiata che partecipa agli incontri, ma non viene a sapere di opere che incidono ambientalmente sul territorio locale".
La vice sindaco di Besenello ammonisce gli amministratori trentini affermando che "il territorio è un bene non riproducibile e prima di utilizzarlo per delle costruzioni bisogna pensarci molto bene".
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L’intervento di Alessandro, un agricoltore, inizia con una confessione: "ho sbagliato a fidarmi dei politici - afferma nel silenzio della sala - e questa sera ho capito che non c’è dialogo tra la politica e il cittadino".
Alessandro continua dicendo che "se la circoscrizione dice che non può fare niente e allora non ci rappresenta, eliminamola".
Parole forti che strappano un sonoro applauso da parte di oltre trecento partecipanti all’assemblea.
"Questa sera - continua nel suo intervento - ho voglia di rialzare la testa e voglia di rinforzare il dialogo tra persona e persona perchè i lavori non sono ancora iniziati e possono essere bloccati"
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"Cittadino sensibile". Così si è definito un partecipante all’assemblea rispondendo al presidente della circoscrizione che in modo arrogante lo invitava a declinare nome e cognome.
Un cittadino sensibile che ha esordito nel suo intervento chiedendo, rivolto alla platea "come facciamo a fidarci di una classe politica che definisce l’inceneritore, come qualcosa che chiude il ciclo della raccolta differenziata mentre sappiamo che è una macchina mortifera?
Come facciamo a fidarci di una classe politica che vuole realizzare un’opera devastante come la TAV?
Come facciamo a fidarci di una classe politica che in pubblico si vanta di essere nei primi posti delle classifiche del Sole 24 ore, ma che poi dai dati del giornale si scopre che nell’ultimo inverno si sono sforati per più di 100 volte i limiti dell’inquinamento dell’aria?
Come facciamo a fidarci di una classe politica che dice di amare le nostre alpi ma che in realtà vuole costruire impianti sciistici ovunque quando lo sanno anche i bambini che per andare a slittare bisogna essere alpinisti?
E soprattutto, come facciamo a fidarci di una classe politica che chiama le strutture militari, le armi, i soldati una questione di variante urbanistica?”
Questo cittadino sensibile, tra gli applausi di approvazione, conclude dicendo: "Voi vi fidate? Io no!"
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Link utili:
-  Guarda le foto dell’area agricole espropriata [ foto 1 ] [ foto 2 ]
-  Quanto contano i cittadini? Comunicato del Comitato di Mattarello contro la base militare
-  No alla base militare di Mattarello
-  Base militare: bloccato il consiglio circoscrizionale
-  Da Vicenza a Mattarello: no alla basi militari!

Rassegna stampa:
-  Murati tra le caserme finiremo sott’acqua - l’Adige del 03.03.2008
-  Tutti contro le nuove casermel’Adige del 21.02.2008
-  Presidio contro la base di Mattarello - l’Adige del 10.02.2008
-  Sarà una vera base militare - l’Adige del 31.01.2008
-  Cittadella militare, Mattarello dice «no» - Corriere del Trentino del 31.01.2008
-  Nuove caserme, blitz dei no-global - Il Trentino del 05.02.2008

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