RASSEGNA STAMPA

da Il Piccolo di Trieste del 29 febbraio 2008

Il pm chiede nuove indagini sulla morte di Rasman

Due mesi fa la Procura aveva proposto il proscioglimento degli indagati, ieri a sorpresa la svolta nell’inchiesta

Global Project Venezia Giulia - Venerdì 29 febbraio 2008

«Per ora nessuna archiviazione per i 4 poliziotti accusati di omicidio colposo»

"Va riaperta e approfondita l’inchiesta sulla morte di Riccardo Rasman".
A sorpresa lo ha proposto ieri al giudice Paolo Vascotto il pm Pietro Montrone, che solo un paio di mesi fa aveva chiesto che i quattro poliziotti indagati per l’omicidio colposo del giovane fossero prosciolti da ogni accusa con la conseguente archiviazione del fascicolo. Ieri si doveva discutere proprio di questa archiviazione ma l’iniziativa del rappresentante dell’accusa ha completamente mutato lo scenario. "Per il momento nessuna archiviazione: devo indagare ancora".
Secondo il magistrato inquirente sono emersi di recente nuovi elementi e nuovi indizi che devono essere approfonditi. Per questo il pm ha chiesto al giudice che il ponderoso fascicolo dell’inchiesta, gli sia restituito. Quattro sono gli indagati, tutti agenti della «volante»: Francesca Gatti, Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi. I nuovi elementi e i nuovi indizi che di fatto hanno riaperto il caso, sono stati messi a fuoco dall’indagine svolta dall’avvocato Giovanni Di Lullo che rappresenta i genitori e la sorella di Riccardo Rasman. In dettaglio è emerso che alcuni degli agenti di polizia che avevano fatto irruzione il 26 ottobre 2006 nell’appartamento di via Grego 38 dal cui terrazzo Rasman aveva lanciato un paio di petardi in strada, dovrebbero essere stati in possesso dell’informazione che lo stesso Rasman era assistito da un Centro di salute mentale. Secondo le nuove indagini, l’informazione era stata fornita agli uomini in divisa dagli stessi abitanti dello stabile che avevano sollecitato l’intervento della «volante». Dunque gli agenti, secondo il difensore della famiglia, non potevano non sapere. E sapendo a chi si sarebbero trovati di fronte, non avrebbero dovuto fare irruzione nell’appartamento senza aver prima chiesto l’intervento di uno psichiatra. Il lancio di petardi era infatti cessato da tempo.
Al tragico errore dell’irruzione l’avvocato Giovanni Di Lullo ha dedicato una intera pagina della sua memoria in cui sottolinea che i poliziotti in qualche modo sapevano dello stato mentale di Riccardo Rasman. La prova, secondo il il legale, viene dalla "specifica richiesta giunta alla Centrale operativa della Questura di verificare se Rasman fosse seguito dal Centro di salute mentale di Domio".
Di fronte al nuovo scenario emerso ieri nell’udienza, il giudice Paolo Vascotto si è riservato ogni decisione e ha annunciato che la renderà nota all’inizio della prossima settimana. L’avvocato Giovanni Di Lullo che col collega Fabio Anselmo si è sempre apposto all’archiviazione dell’inchiesta, all’uscita dall’aula non ha rilasciato dichiarazioni. L’avvocato Anselmo ha invece affermato di "prender atto favorevolmente del mutato orientamento del magistrato inquirente".
All’iniziativa della Procura si è invece opposto l’avvocato Paolo Pacileo, difensore degli agenti. A suo parere già ieri l’indagine poteva essere archiviata in base a quanto era emerso in più di un anno di inchiesta. Le sue parole hanno provocato la reazione della madre di Riccardo Rasman, presente in aula. Ha pianto, ha affermato che suo figlio le è stato ammazzato. "I me lo ga copà" ha continuato a singhiozzare poi nel corridoio confortata dal marito e dalla figlia.
Il decesso del giovane, come ha scritto nella sua perizia il dottor Fulvio Costantinides, è stato determinato da una "asfissia posizionale". In altri termini Riccardo Rasman dopo essere stato ammanettato dietro la schiena, era stato disteso con la faccia all’ingiù sul pavimento del suo alloggio. Per tenerlo fermo sulla sua schiena si erano posti almeno un paio di poliziotti: la respirazione di Rasman si era prima fatta affannosa, poi erano subentrati il rantolo e la morte.

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca per redazione:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «