APPROFONDIMENTI

La libertà viene prima del diritto

Un contributo alla discussione dell’Avv.to Pretty Gorza

Mercoledì 5 marzo 2008
E’ giusto parlare di diritto all’aborto?
Dal mio punto di vista, no. E per un duplice ordine di ragioni. Anzitutto non lo è da un punto di vista giuridico. Non esiste un vero e proprio diritto all’aborto, se lo dobbiamo intendere in termini lessicali. Aborto; ab oriri, non nascere. Aborto etimologicamente parlando, è una negazione.
La Cassazione - parlando dell’aborto eugenetico - ci dice che non esiste un vero è proprio diritto di non nascere, perchè un diritto descritto in termini negativi è un c.d. ADESPOTA, senza titolare, che si trova ad avere un titolare solo nel caso in cui viene violato.
E non è vincente parlare di diritto all’aborto nemmeno in termini puramente lessicali, perchè finisce inevitabilmente per scontrarsi con chi dice di essere per il diritto alla vita. Voi siete per l’aborto? Noi siamo per la vita. Aborto contro Vita. Morte contro Vita. Fredde sale operatorie - quando non sono gli umidi scantinati di mammane senza scrupoli - contro la bellezza della nascita di un bambino. Ovvio che, se si deve tutto ridurre su questo piano, se la partita è tra queste due posizioni, - e le parole, lo sappiamo bene in questo periodo di campagna elettorale, a volte pesano come macigni - è una battaglia persa in partenza.
Magari troveremo qualcuno che dice di essere a favore dell’aborto, ma, se l’antagonista è la vita, quando mai troveremmo qualcuno che dice di essere contro la vita? Ed è proprio questo il sottile gioco lessicale che fanno i Ferrara e i Cardinali vari. Ed è ovvio che l’unica risposta possibile è che non è questo il punto. Ed è vero: non è questo il fulcro del problema. E’ solo fumo negli occhi.
Per questo, personalmente, credo sia più corretto spostare il discorso sul tema della libertà. Libertà, che sarebbe un sostantivo bellissimo - non fosse che un partito politico se ne è indebitamente appropriato costringendoci a provare un certo imbarazzo ogni volta che lo pronunciamo. In ogni caso, superato l’imbarazzo iniziale, usiamola pure questa bella parola che rispetto al termine diritto - che va misurato, soppesato, definito, bilanciato, messo nero su bianco e solo DOPO inizia ad esistere – ha un vantaggio: gli preesiste. La libertà viene PRIMA del diritto, il diritto si deve solo limitare a prendere atto che c’è. Uno vive anche se non gli viene detto che è libero di vivere. Crede in Dio anche se non gli viene riconosciuta la libertà di credere. Che poi la libertà possa essere compressa, limitata, anche soppressa non sposta i termini della questione perchè sono i vincoli, sono le catene la cosa aggiunta, la cosa in PIU’. La libertà esiste in rerum natura.
Ci è a questo punto chiaro che la libertà di cui stiamo parlando è la libertà di autodeterminazione.
Prima però di parlare di questo dobbiamo avere chiaro il concetto che c’è libertà e libertà, e questa distinzione agevolmente la ritroviamo nella 194.
Prima di esserci libertà DI ci deve essere libertà DA.
Da influenze socio culturali, dal disagio economico, dall’imposizione. Solo se si è liberi da tutto questo si è poi liberi DI.
E se penso alle statistiche, a quelle che dicono che il numero di aborti è in diminuzione tra le italiane, e in aumento tra straniere, giovanissime, donne sole, e che sono ancora queste a rivolgersi in extremis alla clandestinità, allora penso che l’obiettivo di liberare le donne DA sia fallito.
[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca per redazione:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «