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Lunedì 17 marzo 2008 18:23 In 150 in Val delle Lanze contro gli impianti di sci
Folgaria - Nonostante la pioggia battente poi trasformatasi in neve, sono stati ben in 150 a partecipare ieri mattina alla manifestazione organizzata dal comitato Folgaria235 in opposizione ai nuovi impianti da sci previsti sul confine fra Trentino e provincia di Vicenza
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Un appuntamento quello di ieri che è ormai una data fissa sul calendario di chi da anni si batte per salvare dall’avidità di speculatori senza scrupoli e amministratori corrotti i territori ancora incontaminati di Val delle Lanze, Costa d’Agra e Pioverna. Negli ultimi due anni c’è però da registrare una novità rispetto alle edizioni passate: questa giornata non vede più soltanto la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste storiche, ma c’è anche la presenza sempre maggiore di persone comuni che nell’ultimo anno hanno deciso di reagire alla distruzione della propria terra organizzandosi in comitati dal basso. Prezioso anche il contributo portato da alcuni cittadini dell’alto vicentino e del Presidio Permanente No-Dal Molin di Vicenza, la cui presenza alla giornata di ieri pone le basi per la costituzione di una rete di reciproco aiuto nella lotta contro le nocività che minacciano i due territori. La partenza alle 10 e, dopo un’oretta di cammino sulla neve resa scivolosa dalla pioggia, si è giunti al centro della Val delle Lanze dove nessuno dei presenti è potuto rimanere indifferente alla vista dello squarcio nella montagna prodotto la scorsa primavera dalla realizzazione della nuova pista Steinblock. "Soltanto un anno fa – dice Orfeo - avevo partecipato a questa passeggiata e il paesaggio era ancora intatto. E’ pazzesco come nel giro di pochi mesi l’uomo riesca a distruggere ciò che la natura ha realizzato in migliaia di anni". "Un insulto alla montagna costato ben 4 milioni di € - tuona Francesca, attivista di Officina Ambiente - per realizzare una seggiovia che, non potendo ancora usufruire dell’innevamento artificiale, è stata in funzione per soli 5 fine settimana in tutto l’inverno. Questa è la dimostrazione migliore di come una politica di continua costruzione di nuovi impianti come quella portata avanti dalla Provincia di Trento non sia coerente con i propostiti espressi dal Presidente Dellai per ridurre le emissioni di gas serra". Alla fine della camminata si è tenuta un’assemblea aperta a tutti per decidere le prossime iniziative in difesa della montagna e dai vari interventi è uscita la proposta di ritrovarsi all’inizio di maggio quando dovrebbero ricominciare i lavori per una due giorni di campeggio e protesta. La manifestazione si è conclusa con un’azione, quella di "spargere letame sulla pista per far crescere fili di erba ribelle e nuovi alberi sul pendio". Un "antico rito", quello della concimazione da parte dei presenti della pista sterrata, per aiutare la natura a riappropriarsi – almeno in parte - della montagna ferita. La giornata è poi terminata con un presidio davanti all’azienda per il turismo (A.P.T.) di Folgaria - che utilizza come immagine il logo "montagna con amore" ma che in realtà promuove la devastazione della montagna - dove è stata consegnata la richiesta di fermare immediatamente la costruzione di nuovi impianti di risalita.
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